Utilizzo social network per i commercialisti: arriva nuovo codice deontologico

I commercialisti, nell’uso dei social network devono agire sempre nel rispetto e decoro della professione

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I commercialisti, nell’uso dei social network devono agire sempre nel rispetto e decoro della professione

L’uso massivo dei social media e il suo abuso hanno reso inevitabile una riflessione da parte del CNDCEC (Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti e Revisori Contabili) tanto da portare alla modifica dell’art. 39 del Codice deontologico della professione.

Lo si apprende dal comunicato stampa pubblicato sul sito istituzionale dello stesso CNDCEC. In dettaglio, nel riformulato art. 39 si stabilisce che

nel caso di utilizzo dei social network, l’iscritto deve agire con rispetto e considerazione e preservare l’immagine e il decoro della professione, assicurando l’osservanza dei doveri di integrità e comportamento professionale nonché il rispetto dei colleghi e degli organi istituzionali di categoria.

L’uso dei social network da parte dei commercialisti

È sempre più diffuso oggi l’utilizzo dei social network da parte dei commercialisti, i quali attraverso canali, quali ad esempio, Facebook, Instagram e LinkedIn, cercano di veicolare gli aggiornamenti legislativi per il pubblico e la clientela di studio anche allo scopo di accrescere la visibilità del ruolo che si svolge.

“L’uso massivo dei social media e il suo abuso hanno reso inevitabile una riflessione del Consiglio sull’opportunità di accrescere negli iscritti la consapevolezza del loro ruolo sociale anche in tale specifico contesto. La modifica del Codice deontologico mira ad agevolare gli iscritti nel riconoscere con più immediatezza il comportamento deontologicamente corretto nell’approcciarsi a tali strumenti di comunicazione e condivisione sociale”. La conformità alle norme e ai precetti deontologici nell’uso dei social media non sacrifica l’esercizio dei diritti fondamentali di pensiero ed espressione, riconosciuti a ciascun individuo, ma, anzi, garantisce che tali libertà possano essere pienamente esercitate in ogni contesto in un clima di vicendevole rispetto, lealtà e considerazione”.

Queste le parole del vicepresidente della categoria, Giorgio Luchetta.

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