Una patrimoniale per i costi di guerra, lo chiede l’Europa e la sinistra gongola

Spunta l’idea di una patrimoniale europea da 1.500 miliardi per sostenere i costi della guerra. Chi la dovrebbe pagare e quanto.

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In tempo di guerra tutto è possibile e giustificabile. Così da Strasburgo spunta l’ipotesi di una tassa patrimoniale europea da 1.500 miliardi di euro a carico di tutti i cittadini della Ue.

L’hanno battezzato “contributo di solidarietà” per non suscitare troppi allarmismi, ma nella sostanza si tratta di una tassa una tantum a sostegno delle spese impreviste della pandemia e del rincaro della bolletta energetica.

Una patrimoniale europea per sostenere i costi di guerra

Una patrimoniale, in sostanza, che andrebbe a colpire le grandi ricchezze (da un milione di euro in su), costituite da immobili, depositi e conti correnti, veicoli, natanti, ecc. Insomma tutto ciò che è aggredibile dal fisco.

L’idea di un prelievo forzoso imposto dall’Europa ai singoli Stati è stata partorita dalla commissione bilancio del Parlamento di Strasburgo. Per ora è solo una ipotesi che però potrebbe trovare accoglimento su larga scala se il quadro economico e finanziario dovesse deteriorarsi ulteriormente.

In soldi raccolti andrebbero a finanziare il “Next Generetion you”, il fondo stanziato per sostenere i Paesi danneggiati dalla pandemia (e ora anche dalla guerra in ucraina). Si stima che per raccogliere 1.500 miliardi di euro sarebbero colpiti circa 15,5 milioni di cittadini europei nella misura una tantum dello 0,3% del patrimonio.

La reazione in Italia

Difficile – secondo gli esperti – che una simile proposta trovi accoglimento, anche perché tutti gli Stati dovrebbero essere d’accordo all’unanimità. Inoltre il provvedimento potrà essere adottato solo per decreto da ogni singolo Paese.

Tuttavia, se in alcuni Paesi l’idea non dispiace, in Italia la patrimoniale è sempre vista come fumo negli occhi. Visto anche il livello di tassazione astronomico che grava sulle tasche dei cittadini.

Anche perché quando si parla di colpire le grandi ricchezze, alla fine si va sempre a raccattare nelle tasche di tutti, di chi non può sottrarsi alle ganasce del fisco.

Su questo tema, tanto caro alla sinistra, il Paese appare spaccato a metà e i soldi servono per evitare che sia l’Italia, di sua iniziativa, a mettere una patrimoniale per puntellare il bilancio. La riforma fiscale (catasto) è impantanata, così come quella sulle pensioni e il potere di acquisto dei cittadini sta scivolando sempre più in basso.

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