Tasse e contributi, fine dello stop dei versamenti, le imprese tornano a pagare

E’ terminato il 31 marzo 2020 lo stop al versamento di IVA, tasse e contributi per le imprese con redditi fino a 2milioni. Prorogata la sospensione solo per alcune attività.

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E’ terminato il 31 marzo 2020 lo stop al versamento di IVA, tasse e contributi per le imprese con redditi fino a 2milioni. Prorogata la sospensione solo per alcune attività.

E’ terminato oggi, 1 aprile, lo stop ai versamenti di tasse e contributi per imprese e professionisti con ricavi 2019 sotto i due milioni di euro. La misura era stata adottata dal governo con l’art. 62 del DL Cura Italia limitatamente al periodo compreso fra l’8 e il 31 marzo.

Sono ripresi anche i pagamenti per i residenti nelle Province di Bergamo, Cremona, Lodi e Piacenza, nonché l’obbligo di versare l’IVA per i settori economici inizialmente più colpiti dal’emergenza coronavirus. Il periodo di sospensione dei termini dei versamenti fiscali e contributivi era infatti limitato a determinate categorie di lavoratori fino alla fine del mese di marzo.

La sospensione prevista per le Pmi

Con il decreto Cura Italia, il governo aveva stabilito una sospensione dei pagamenti per le piccole-medie imprese e per professionisti. Più precisamente – dice il decreto – “per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e con ricavi o compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del decreto-legge, sono stati sospesi i versamenti di imposte e contributi scadenti nel periodo compreso tra l’8 marzo 2020 e il 31 marzo 2020”. Una misura che aveva scontentato la categoria sollevando le critiche di alcuni partiti politici che chiedevano una sospensione dei pagamenti più prolungata.

I pagamenti sospesi fino al 31 marzo

Ma quali pagamenti sono stati congelati? Si tratta in particolare dei versamenti relativi alle ritenute alla fonte (Irpef in generale), e alle trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, che i predetti soggetti operano in qualità di sostituti d’imposta; i pagamenti relativi all’imposta sul valore aggiunto; quelli relativi ai contributi previdenziali e assistenziali, e ai premi per l’assicurazione obbligatoria.

Da oggi, quindi, si tornerà a pagare. Lo stop riguarda anche le imprese residenti nelle quattro province estremamente colpite dall’emergenza sanitaria da coronavirus. A tre province della Lombardia, (Bergamo, Cremona e Lodi) e a una dell’Emilia Romagna (Piacenza) era infatti stata concessa la sospensione dal versamento dell’Iva scadenza a marzo indipendentemente dai ricavi e compensi realizzati nel 2019.

I pagamenti sospesi fino al 30 aprile

Per alcune imprese i pagamenti restano sospesi fino al 30 aprile 2020. Si tratta della imprese che operano nei settori maggiormente colpiti dall’emergenza Covid-19 e che possono usufruire della sospensione lunga dei pagamenti di tasse e contribuenti, indipendentemente dal tetto di 2 milioni di euro di ricavi conseguiti nel 2019. Il decreto Cura Italia individua specificatamente tutte quelle attività d’impresa che operano nei settori del turismo, degli alberghi, dello sport, dell’intrattenimento dell’arte e della cultura, del trasporto e della ristorazione, dell’educazione e dell’assistenza. Per costoro la sospensione dei versamenti fino al 30 aprile riguarda solo i contributi e le ritenute erariali, mentre per quanto riguarda l’IVA, lo stop era fino al 31 marzo. Quindi l’imposta andrà versata regolarmente entro il 16 aprile.

E’ comunque al vaglio del governo la possibilità di prorogare la sospensione anche per il mese di aprile dei versamenti contributivi e tributari. A breve ne sapremo di più

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