Superbonus, Cilas e cessioni: chi si aggiudica il 110%

Definiti gli ultimi step del decreto Aiuti quater e i passaggi finali della Manovra. Ecco cosa cambia per il Superbonus.

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Superbonus

Una partita a scacchi può diventare improvvisamente una volata. Come quando durante un famoso campionato la Regina di Scacchi, nei tempi di riposo, si cimenta in una sessione in velocità con un altro giocatore più esperto. E perde. E forse c’era da aspettarselo. Così anche il Governo nel fine settimana ha cercato di sfidare il tempo e andare in velocità. La Manovra, infatti, deve arrivare a compimento rispettando i tempi e la Commissione Bilancio del Senato potrebbe rappresentare realmente il punto di svolta.

I lavori del fine settimana hanno permesso di superare il primo step della conversione in legge del decreto Aiuti quater. Ossia il destinatario di una fetta importante delle risorse stanziate dal Governo per l’emergenza. Senza contare (ma vanno contati) i passi in direzione della ventura Legge di Bilancio. Il che apre nuove prospettive in diverse direzioni, dai sostegni diretti contro il caro bollette fino a quelli trasversali per le varie agevolazioni, incluso il Superbonus.

Dopo gli andirivieni dei mesi scorsi, una quadra definitiva sembra essere ai blocchi di partenza. E la possibilità di veder decadere inesorabilmente i termini utili alla presentazione delle Cilas, l’agognata proroga al 31 dicembre 2022, sembra infine essere alle porte.

Sempre che si arrivi a dare scacco matto entro i tempi utili, visto che anche il mese di dicembre volge ormai al termine. Il compromesso potrebbe essere un arrocco a seguito della riapertura dei termini fino ai 15 giorni successivi all’entrata in vigore della Legge di Bilancio. Mossa che avrebbe probabilmente più senso, al netto di una data ancora incerta, ma che resta comunque improbabile. Per quanto riguarda il decreto Aiuti in sé, non dovrebbero esserci sorprese: gli ultimi esami si concluderanno alla Camera, con chiusura definitiva prevista entro il 17 gennaio.

Superbonus, verso la proroga

Per quel che riguarda il Superbonus, o per estensione il nodo dello sblocco dei crediti, si limano i dettagli sullo strumento della compensazione. All’orizzonte si profila la conferma del candidato principe, ossia il modello F24. L’articolo 9 del decreto, dedicato interamente alla questione, è stato oggetto di un serrato confronto politico. E gli ultimi due step (quello della legge di conversione e il passaggio in Manovra) dovrebbero riservare un intervento diretto per mettere a punto le varie procedure. Probabilmente, durante il primo sarà confermato il prestito ponte con garanzia Sace, concesso alle imprese che hanno riscontrato problemi di liquidità a seguito della monetizzazione mancata dei crediti fiscali. In questa fase, potrebbero essere considerati anche gli sconti maturati al 25 novembre, come componente del merito creditizio. L’ultima parte dell’intervento dovrebbe confermare i sentori delle ultime settimane. Ovvero la proroga per la presentazione delle Cilas al 31 dicembre, con possibilità garantita di poter beneficiare del 110% dell’agevolazione, la soglia massima.

Cinque cessioni

Quel che appare chiaro, è che la Manovra non potrà essere portata a compimento se il problema delle cessioni relativo al Superbonus non sarà risolto. L’ultimo ritocco dovrebbe comunque prevedere un passaggio del numero totale di cessioni concesse da quattro a cinque, con la prima libera e le successive tre verso banche o intermediari finanziari. L’ultima prevedrà (o dovrebbe prevedere) il trasferimento dalla banca al correntista con Partita Iva. Se tutto andrà come dovrebbe, il Governo si impegnerà di fatto a prorogare dal 25 novembre al 31 dicembre la data utile per la presentazione delle Cilas. E aggiudicarsi la detrazione massima anziché quella del 90% anche per i lavori che inizieranno nel 2023. Questo per tutti i lavori che non rientrino nelle delibere condominiali, per le quali non ci saranno proroghe. La data ultima resterà quella del 24 novembre. Già trascorsa da quasi un mese.

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