Sblocco licenziamenti, cosa cambia per tessile e calzaturiero

Il settore tessile e manifatturiero non seguono le nuove regole concordate da governo e parti sociali sullo sblocco dei licenziamenti.

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Il blocco dei licenziamenti resta attivo per le imprese del settore tessile e calzaturiero. A differenza di tutti gli altri settori produttivi che dal 1 luglio potranno riprendere a licenziare, le aziende manifatturiere tessili e i calzaturifici non potranno ancora licenziare.

Si tratta di due settori economici particolarmente colpiti dalla crisi pandemica e che faticano a ripartire. Per questi due comparti, il governo a preservato le misure sul blocco dei licenziamenti finora adottato per il resto delle aziende italiane. Il divieto di licenziare rimarrà attivo fino al 31 ottobre 2021.

Blocco licenziamenti resta per alcuni settori


A rassicurare i lavoratori delle aziende tessili e calzaturiere sui licenziamenti è lo stesso Ministro del Lavoro Andrea Orlando, il quale ha dichiarato che

nel decreto-legge che sarà adottato nelle prossime dal Consiglio dei ministri, prevediamo per il comparto più colpito dalla crisi (tessile e calzaturiero) una ulteriore proroga, fino al 31 ottobre, del divieto di licenziare e l’erogazione di ulteriori settimane di cassa-Covid.

Nello stesso tempo, assicuriamo ulteriori tredici settimane di cassa straordinaria per tutte le imprese che non hanno più a disposizione strumenti di integrazione salariale“.

La scelta di accompagnare questa fase così critica con la previsione di un generale divieto ai licenziamenti, unito a strumenti straordinari di integrazione salariale a carico dello Stato, ha evitato al tessuto socio-produttivo di avvitarsi in una spirale di tensione sociale, i cui costi si sarebbero rivelati, anche per le imprese, molto elevati.

Cig prima di licenziare

Per gli altri settori economici, è stato raggiunto un accordo fra governo e parti sociali sullo sblocco dei licenziamenti. L’intesa, condivisa anche da Confindustria, prevede la fruizione della cassa integrazione in alternativa alla risoluzione dei rapporti di lavoro.

Nello specifico, 13 settimane di Cig gratuita per tutte le aziende prima di mettere mano alla rescissione dei contratti di lavoro dei dipendenti. Quindi si guadagna ancora tempo al fine di tutelare il più possibile l’occupazione.

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