Riparte il lavoro: boom di contributi Inps a luglio, ma la festa non è per tutti

L’Inps registra un incremento delle entrate contributive a luglio. I settori più trainanti e quelli ancora in difficoltà.

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Riparte il lavoro in Italia e anche l’occupazione. Il 2021 potrebbe essere ricordato come l’anno della ripresa economica, Covid permettendo. A dirlo non sono solo le previsioni di crescita dal Pil, ma anche l’Inps.

L’Istituto di previdenza fa notare una netta ripresa delle entrate contributive che ci riportano indietro al 2019, prima dello scoppio della pandemia. Un recupero veloce, quindi, anche se ancora non stabilizzato dai rischi all’orizzonte.

Boom di entrate contributive Inps

Al 31 luglio le riscossioni da entrate contributive dell’Inps sono state pari a 120,577 miliardi di euro, con incremento di 8,423 miliardi (+7,51%) rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

In particolare – spiega l’Inps – le entrate contributive della gestione aziende si sono attestate a 67.225 milioni, con un incremento di 6.340 milioni (+10,41%).

Le entrate della gestione separata si attestano a 4.664 milioni, con un incremento di 669 milioni (+16,76%). Su anche le entrate relative ai lavoratori domestici che sono pari a 825 milioni, con un incremento di 128 milioni (+18,36%).

Ancora in difficoltà, invece, il settore dei lavoratori autonomi. Il gettito contributivo a luglio è stato pari a 5.136 milioni, sostanzialmente stabile rispetto all’anno precedente (- 49 milioni).

Crescita vicina al 10%

Focalizzando l’attenzione sull’intero settore privato (aziende, lavoratori autonomi, gestione separata, lavoratori domestici, versamenti volontari), nei primi sette mesi del 2021 le entrate contributive correnti (al netto, quindi, delle riscossioni da recupero crediti) ammontano complessivamente a 77.940 milioni. Con un incremento di 7.078 milioni (+9,99%) rispetto allo stesso periodo del 2020.

La crescita delle riscossioni contributive registrate nei primi sette mesi del 2021, riporta le entrate a livelli vicini a quelli precedenti la pandemia da Covid-19. Le entrate contributive complessive dei primi sette mesi del 2021 sono inferiori dell’1,49% (-1.830 milioni) rispetto a quelle del corrispondente periodo del 2019.

Sulla base dell’attuale trend di espansione delle attività produttive, si stima che nel corso del 2021 le riscossioni dell’Istituto provenienti da entrate contributive possano tornare agli stessi livelli registrati nel 2019.

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