Riduzione stipendio a ridosso della pensione: quale soluzione per non licenziarsi quando non è ammesso lo scivolo

In attesa dell’assegno previdenziale qual è la migliore soluzione per un lavoratore che non voglia licenziarsi? Rispondiamo ad un quesito pervenuto in Redazione.

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In attesa dell’assegno previdenziale qual è la migliore soluzione per un lavoratore che non voglia licenziarsi? Rispondiamo ad un quesito pervenuto in Redazione.

In attesa dell’assegno previdenziale qual è la migliore soluzione per un lavoratore che non voglia licenziarsi? Rispondiamo ad un quesito pervenuto in Redazione:

“Buongiorno, ho letto il suo interessante articolo e le scrivo per avere una consulenza o un suggerimento: mio marito è dipendente di un’azienda che è in procinto di fare un contratto di affitto di ramo d’azienda e ha già preannunciato che il nuovo gestore chiederà lo sforzo di tutti e vorranno rivedere le retribuzioni. Da un’indagine preliminare mio marito dovrebbe andare in pensione l’anno prossimo e pertanto potrebbe essere conveniente farsi mettere in Naspi e aspettare la pensione soprattutto se la riduzione richiesta sarà elevata. Sappiamo benissimo che ci vuole accordo siglato in sede protetta e che potrebbe rifiutarsi di accettare, ma conoscendo mio marito dubito che voglia sostenere con i nuovi gestori un rapporto di conflittualità, richiesta di incentivo all’esodo non credo che sarà concesso, quindi, oltre al concordare un licenziamento per giusta causa ci sono altre alternative che potete consigliare?”.

In buona sostanza, un lavoratore dipendente di un’azienda che è in procinto di fare un contratto di affitto di ramo d’azienda e che è a tiro di andare di pensione può trovare una soluzione alternativa al licenziamento? Rispondiamo al quesito posto dalla lettrice di Investire Oggi.

Riduzione stipendio a ridosso della pensione: ecco lo strumento a disposizione del lavoratore

Un lavoratore è dipendente di un’azienda che è in procinto di fare un contratto di affitto di ramo d’azienda e ha già preannunciato che il nuovo gestore chiederà lo sforzo di tutti e vorranno rivedere le retribuzioni.

La Naspi può essere utilizzata come strumento di accompagnamento alla pensione per i lavoratori che si trovano fino a 24 mesi dal perfezionare i requisiti.

Si pensi al caso del lavoratore che abbia compiuto 65 anni di età e gli manchino 24 mesi dal maturare i 67 anni richiesti per andare in pensione.

Riduzione stipendio a ridosso della pensione: quanto si perde di pensione con la Naspi?

L’indennità Naspi è calcolata sulla media mensile delle retribuzioni dell’ultimo quadriennio ed è pari al 75% di questa media.

L’indennità di disoccupazione Naspi è di importo inferiore allo stipendio percepito e dopo i primi tre mesi di importo al 100%, si riduce del 3% al mese.

I periodi durante i quali viene percepita la NASPI, vengono considerati come contributi figurativi e sono utili per il calcolo dell’importo dell’assegno previdenziale.

Per quanto concerne il computo dell’importo dell’assegno previdenziale, i figurativi Naspi vengono considerati come i normali stipendi.

Naspi prima della pensione: come richiederla?

L’indennità Naspi va richiesta in via telematica tramite il sito dell’INPS entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Il termine di lavorazione della domanda è fissato in 30 giorni.

Il pagamento della Naspi avviene tramite accredito su conto corrente bancario o postale, su libretto postale o tramite bonifico.

 

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