Ricarica Reddito di Cittadinanza a luglio più bassa e in ritardo: ecco perché

Ricarica Reddito di Cittadinanza luglio in ritardo e importo più basso: chi è a rischio di ricalcolo

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Ricarica Reddito di Cittadinanza luglio in ritardo e importo più basso: chi è a rischio di ricalcolo

Oggi, martedì 30 luglio, Poste Italiane dovrebbe riuscire a completare la ricarica delle card del Reddito di Cittadinanza per il mese di luglio. Rispetto al piano ordinario quindi c’è stato qualche giorno di ritardo dovuto, anche, a problemi di natura tecnica. Ma la questione non è solo questa.

Ricarica Reddito di Cittadinanza a luglio: tempistiche, ritardi e importo

Per quanto riguarda le tempistiche, fatta eccezione di coloro che hanno da poco fatto domanda per il RdC e attendono l’accredito della prima ricarica, oggi tutti gli altri titolari della card dovrebbero vedere l’importo accreditato. Non esiste un calendario che preveda una data fissa per la ricarica del beneficio. Nei mesi passati è avvenuta intorno al 27 del mese quindi qualcuno si era allarmato per questi giorni di ritardo. Oggi, come anticipato, tutto dovrebbe risolvere.

Ad ogni modo ricordiamo che è possibile verificare l’importo spettante direttamente sul sito Inps.

Situazione resa ancora più frenetica da alcuni disservizi del sito. Alcuni utenti hanno segnalato che la domanda ad un certo punto, dopo essere passata da “in lavorazione” a “completata” era stata cancellata senza motivo. Il disservizio è durato solo qualche ora ma sufficiente per generare allarmismo tra gli utenti.

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Veniamo ora ad una questione che preoccupa i titolari tanto quanto i tempi di ricarica, se non di più: l’importo. Era già accaduto il mese scorso: in molti si erano ritrovati un accredito inferiore alle aspettative. L’Inps ha provveduto a spiegare la motivazione della decurtazione dell’importo del RdC. In tal caso, quindi, l’importo più basso non si deve ad un errore per la situazione appena descritta, come qualcuno aveva sperato.

Il ricalcolo ha riproporzionato l’importo spettante. Il ricalcolo è stato dovuto alla compensazione di trattamenti assistenziali in corso di godimento (come ad esempio il bonus terzo figlio oppure la carta acquisti). Solo ora l’Inps si è reso conto che in tali fattispecie l’ISEE non era aggiornato.

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