Pensione insegnante scuola dell’infanzia, alternative possibili

Pensione insegnante scuola dell'infanzia, considerato lavoro gravoso, quali alternative pensionistiche e con quali requisiti può accedere.

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Pensione insegnante scuola dell'infanzia, considerato lavoro gravoso, quali  alternative pensionistiche e con quali requisiti può accedere.

Pensione insegnante scuola dell’infanzia, il quesito di un nostro lettore:

Salve, sono insegnante della scuola dell’infanzia (lavoro considerato usurante) dal 1994. Ho iniziato a lavorare dal 1980. Sono nata nel 1960. A tutt’oggi ho maturato 37 anni di contribuzione e ho 57 anni. Al raggiungimento dei 41 anni di contribuzione avrò 61 anni. Potrò allora andare in pensione? Grazie per l’attenzione.

L’ Ape Sociale beneficia alcune categorie di lavoratori che svolgono particolari prestazioni, chiamato  “lavoro gravoso“. Il beneficio di far parte di questa categoria dà la possibilità di pensionamento con 63 anni di età e almeno 36 anni di contributi versati e, in alcuni casi, con la quota 41.

I lavoratori gravosi per accedere al beneficio del pensionamento anticipato devono aver svolto 6 degli ultimi 7 anni lavorativi e hanno almeno 36 anni di contributi. Sono esclusi da questo beneficio i lavoratori autonomi e parasubordinati.

Il nostro lettore oltre all’APE sociale, può beneficiare anche dell’Opzione donna, dell’Ape volontaria e della RITA in approvazione nella legge di Bilancio 2018. Esaminiamo sinteticamente tutte le possibili alternative.

Pensione Ape Sociale e insegnante scuola dell’infanzia

L’Ape Sociale, individua alcune categorie di lavoratori che svolgono mansioni gravose, tra queste vi è:

  • insegnanti della scuola dell’infanzia e educatori degli asili nido.

L’APE sociale è corrisposta ogni mese per 12 mensilità nell’anno, fino all’età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia.

Pensione Opzione donna e insegnante scuola dell’infanzia

La pensione opzione donna è una possibilità per le lavoratrici di pubblico e privato di andare in pensione in anticipo a patto di accettare un assegno calcolato interamente su sistema contributivo.

Avvalendosi di questo beneficio le donne possono andare in pensione a 57 anni e 58 anni se lavoratrici autonome, con un’anzianità contributiva di 35 anni. Possono aderire alla pensione Opzione donna  tutte le lavoratrici che siano in possesso di contributi alla data del 31 Dicembre 1995.

L’Opzione donna sarà proroga fino al 2019, è  una delle tante proposte presentate sulla normativa pensioni, si tratta di una notizia importante, in quanto le lavoratrici avrebbero tempo per maturare i requisiti richiesti fino al 2018-2019.

Si spera che nel futuro venga considerata una misura strutturale.

Pensione RITA, in pensione a 61 anni

Importanti novità per la pensione RITA nella legge di Bilancio 2018. Nei  requisiti per accedere alla Rendita Integrativa Temporanea Anticipata è vincolante appartenere a forme pensionistiche complementari almeno da 5 anni. Analizziamo nel dettaglio i requisiti specifici:

  • il lavoratore deve cessare l’attività lavorativa;
  • richiesta un’età anagrafica con un anticipo di cinque anni dalla pensione di vecchiaia
  • requisito di minimo 20 anni di contributi di cui almeno 5 versati in fondo pensione

Per i lavoratori disoccupati da lunga durata

  • il lavoratore deve cessare l’attività lavorativa;
  • richiesta un’età anagrafica con un anticipo di cinque anni dalla pensione di vecchiaia
  • requisito di minimo 20 anni di contributi di cui almeno 5 versati in fondo pensione
  • disoccupato da almeno 24 mesi

Ad oggi non è possibile accedere alla RITA, si aspettano maggiori chiarimenti, interpretazione e circolari esecutive INPS.

Pensione Ape Volontaria

L’APE volontaria si rivolge a tutte le categorie di lavoratori e lavoratrici con età anagrafica pari o superiore ai 63 anni e che maturano entro 3 anni e 7 mesi il diritto a una pensione di vecchiaia d’importo, certificato dall’INPS.

Per accedere al prestito è necessario, al momento della richiesta:

  • avere un’età anagrafica di 63 anni di età ed essere in possesso di almeno 20 anni di contributi;
  • maturare il diritto alla pensione di vecchiaia entro tre anni e sette mesi;
  • avere un importo della futura pensione mensile, pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo dell’AGO;
  • non percepire assegno di invalidità o pensione diretta.

Ricordiamo che ad oggi, non è stato ancora raggiunto l’accordo con le convenzioni Abi e Ania.

Conclusioni

Il nostro lettore potrà aderire all’APE Sociale, quando matureranno i requisiti, sperando che diventi istituzionale.

Oltre alla contribuzione va considerato anche il requisito età pensionistica. La possibilità di ritirarsi con 41 anni di contributi versati a prescindere dall’età anagrafica è un beneficio per i lavoratori precoci, cioè coloro che hanno svolto almeno 12 mesi di lavoro prima del 19° anno di età, lei se ho ben capito ha iniziato a lavorare a 20 anni.

Comunque le consiglio di rivolgersi ad un patronato di fiducia e farsi controllare la  posizione contributiva per poter valutare tutte le alternative.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

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