Riforma pensione: modifiche APE sociale, e stabilizzazione RITA, tutte le novità della legge di Bilancio 2018

Pensione, tante novità nella legge di Bilancio 2018, modifiche requisiti Ape Sociale per donne e disocuppati e stabilizzazione della Rita.

di , pubblicato il
pensione

Nella legge di Bilancio 2018 novità in riferimento alla pensione: slitta al 2019 il periodo di sperimentazione per l’APE volontaria e per l’APE aziendale, apportate modifiche all’Ape Sociale e stabilizzazione della RITA, rendita integrativa temporanea anticipata. Mentre non viene approvato il blocco per l’innalzamento automatico dell’età pensionabile legato alla speranza di vita.

Vediamo tutte le novità.

Pensione: APE sociale

L’APE sociale è una prestazione assistenziale erogata dall’INPS a soggetti, in determinate condizioni previste dalla legge, che abbiano compiuto almeno 63 anni di età e che non siano già titolari di pensione diretta in Italia o all’estero.

L’indennità è corrisposta, a domanda, fino al raggiungimento dell’età prevista per la pensione di vecchiaia, ovvero fino al conseguimento della pensione anticipata o di un trattamento conseguito anticipatamente rispetto all’età per la vecchiaia.

L’importo della rata mensile di pensione viene calcolata al momento dell’accesso alla prestazione (se inferiore a 1.500 euro) o pari a 1.500 euro (se la pensione è pari o maggiore di detto importo). L’importo dell’indennità non è rivalutato, né integrato al trattamento minimo.

La prestazione viene erogata in base alle risorse finanziarie, ed esattamente:

  • 300 milioni di euro per il 2017;  609 milioni di euro per il 2018; 647 milioni di euro per il 2019; 462 milioni di euro per il 2020; 280 milioni di euro per il 2021; 83 milioni di euro per il 2022; 8 milioni di euro per il 2023.

Pensione: beneficiari APE Sociale

L’indennità APE sociale spetta ai lavoratori che si trovano nelle seguenti condizioni:

  • lavoratori disoccupati senza ammortizzatori sociali che hanno maturato almeno 30 anni di contributi;
  • lavoratori disabili con una percentuale di invalidità del 74% e con almeno 30 anni di contributi;
  • lavoratori con almeno 30 anni di contributi che assistono da almeno sei mesi il coniuge o un parente di primo grado convivente con disabilità (Caregiver);
  • lavoratori che hanno svolto lavoro faticoso e pesante e rientrano nelle “attività gravose”, il lavoro dovrà essere stato svolto per almeno 6 degli ultimi 7 anni e hanno almeno 36 anni di contributi.

L’INPS ha completato al 15 ottobre scorso la disamina delle domande di accesso alla prestazione per quest’anno inviate entro il 15 luglio scorso.

In prima istanza, l’ente, ha respinto molte domande, di cui saranno riammesse circa 3mila domande Ape sociale e pensione anticipata precoci, in seguito al riesame. Si conferma il numero di istanze che è inferiore al limite delle risorse stanziate.

Le domande respinte hanno riguardato lavoratori disoccupati e i lavoratori che svolgevano mansioni gravose. Le due categorie, fin da subito, hanno rilevato criticità, per limiti considerati troppo restrittivi.

Le domande saranno riammesse a seguito alla richiesta Ministeriale di maggior flessibilità.

Leggi anche: Pensione: APe Sociale e Precoci, riammesse 3.000 domande

Pensione: nuovi termini per la seconda fase

Si parte con la seconda fase, i nuovi termini di valutazione delle nuove domande, che dovranno essere presentate entro il 30 novembre.

La legge di Bilancio 2018 ha modificato l’Ape Sociale in riferimento ai benefici delle donne e dei lavoratori a tempo determinato.

Pensione Ape Sociale donne

Dal 2018 si riducono i requisiti contributivi richiesti per le donne con figli.  La riduzione è pari a 6 mesi per ogni figlio, fino ad un tetto massimo di 2 anni.

Pensione: lavoratori a tempo indeterminato

Si allarga l’ipotesi per i lavoratori con scadenza di un contratto a tempo determinato, a condizione che il lavoratore dipendente, nei 3 anni precedenti la cessazione del rapporto, abbia lavorato per almeno 18 mesi.

Pensione: RITA

La RITA, Rendita integrativa temporanea anticipata, nasce in via sperimentale fino al 31 dicembre 2018.

Possono accedervi sia i dipendenti privati che i dipendenti pubblici che siano iscritti alle forme pensionistiche complementari. I Requisiti richiesti sono quelli per accedere all’APE volontaria e aziendale. I lavoratori richiedenti l’accesso pensionistico Rita dovranno produrre la certificazione dei requisiti APE rilasciata dall’INPS che sarà acquisita agli atti.

Inoltre, requisito necessario è che sia cessato il rapporto di lavoro e che il richiedente non sia già titolare di un trattamento pensionistico diretto.

Leggi anche: Pensione: RITA più conveniente, cinque anni prima dell’età pensionabile

La novità inserita nella legge di Bilancio 2018 in riferimento alla RITA, consiste nella sua stabilizzazione.

La legge dovrebbe contenere due varianti:

  • potrà essere richiesta da parte dei lavoratori dipendenti privati e pubblici che rinviano la riscossione del  tfs o tfr, e  che cessino l’attività di lavoro e maturino l’età per la pensione di vecchiaia nel proprio regime pensionistico obbligatorio nei 5 anni successivi, entreranno anche i  lavoratori inoccupati per oltre 24 mesi che maturino l’età per la pensione di vecchiaia entro 10 anni;
  • la seconda variante, è l’aspetto fiscale, i lavoratori avranno la possibilità di scegliere tra la imposta sostitutiva e la tassazione ordinaria.

Leggi anche: Pensione, RITA e APE volontaria, le due strade da dividere per uscire a 63 anni

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: , ,

I commenti sono chiusi.