Pensione con quota 100: chi può dormire sonni tranquilli?

Il rischio che corrono alcune misure non dipende dalla crisi di governo ma dalla mancanza di coperture finanziarie.

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Quota 100 e alternative possibili

Nel mese di giugno c.a. ho compiuto i 62 anni di età con oltre 40 anni di contributi. Prontamente tramite patronato INCA ho inoltrato on-line domanda di pensione con quota 100 ex Decreto Legge 4/2019 (convertito in Legge 28 marzo 2019, n. 26) che è stata acclarata al Protocollo INPS, con decorrenza pensione nella seconda metà del mese di marzo 2020 e pertanto con 41 + anni di contributi. Nella prima settimana del corrente mese (quindi oltre 7 mesi prima della data richiesta di pensionamento) ho presentato presso l’ufficio personale del mio datore di lavoro P.A. – la prescritta comunicazione di dimissioni volontarie e contestuale richiesta di pensionamento con decorrenza 16 marzo 2020, che è stata regolarmente registrata al protocollo dell’Ente. Considerate le attuali vicissitudini politiche vorrei sapere se posso dormire sonni tranquilli. Ringrazio anticipatamente.

Crisi di governo: quali pensioni potrebbero essere a rischio?

In un momento di incertezza politica, come quello che sta vivendo l’Italia nelle ultime settimane, è lecito che sorgano dei dubbi sul futuro.

E’ bene chiarire che non è la crisi di governo a mettere a rischio qualcosa, ma la situazione economica dell’Italia. Le notizie che stanno circolando negli ultimi giorni parlano del rifinanziamento di alcune misure introdotte nel corso del 2019 (quota 100 e reddito di cittadinanza): tale copertura sarebbe stata necessaria anche senza la crisi di governo. Per scongiurare l’aumento dell’Iva nel 2020, infatti, all’Italia occorrono 23 miliardi di euro e ad aver innescato questo bisogno non è la crisi di governo ma l’economia Italiana.

Non sarà, quindi, un nuovo governo o una nuova maggioranza a mettere a rischio la pensione con quota 100 ma il bisogno di coperture. Ovviamente l’esecutivo che ha introdotto la misura in questione avrebbe fatto di tutto per cercare le coperture finanziarie per il suo rifinanziamento mentre un nuovo esecutivo potrebbe concentrarsi su elementi di più vasta importanza.

Premesso questo, dunque, se anche la quota 100 non dovesse essere rifinanziata per il 2020 coloro che hanno raggiunto i requisiti di pensionamento nel corso del 2019 non dovrebbero correre alcun rischio: con il raggiungimento dei requisiti, infatti, si cristallizza il proprio diritto al pensionamento anche in un secondo momento (e, quindi, anche se dovesse avvenire, a causa delle finestre di attesa, nel 2020).

Per il nostro lettore che ha raggiunto il requisito di pensionamento a giugno 2019, quindi, non dovrebbero esserci problemi ad avere decorrenza della pensione a partire da aprile 2020.

per approfondire è bene leggere anche: Abolizione quota 100 per crisi di governo? Nessun rischio nel 2019

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