Pensione anticipata marittimi prima dei 62 anni, chiarimenti su prolungamenti e riduzioni

Pensione anticipata lavoratori marittimi prima dei 62 anni di età, i singoli periodi di effettiva navigazione mercantile, coperti da contribuzione, vengono prolungati o ridotti, ecco in che modo.

di Angelina Tortora, pubblicato il
Pensione a 57 anni per i lavoratori marittimi

Pensione anticipata lavoratori marittimi, il quesito di un nostro lettore:

Buonasera, sono nato nel 1957, vengo con questa mia lettera per avere delucidazioni a riguardo dei prolungamenti previsti per i marittimi , sul mio estratto contributivo ho circa 37 anni di contributi di cui tra militare e imbarchi circa 20anni di navigazione, di cui gli ultimi 17 anni di imbarco continuo senza mai sbarcare…neanche un giorno di malattia, sono imbarcato su un rimorchiatore che supera le 10 tonn. e in qualità  di comandante-dir. di macchina , il patronato mi ha fatto fare domanda di pensione anticipata chiedendo la liquidazione della parte marittima, ma l’Inps non mi ha considerato i prolungamenti, affermando che mi spettano in “successione temporale ” in questo momento sono in attesa di una risposta al ricorso amministrativo del Comitato Provinciale, sul sito Inps leggo: in elaborazione e che il Comitato ha preso in esame il mio ricorso a novembre 2017 , mi chiedevo se Lei ha possibilità  di informarmi anche con una sua opinione, oppure se in possesso di un caso simile al mio…la ringrazio anticipatamente.

Risposta

L’INPS con il messaggio n. 1398 del 30 marzo 2016, chiarisce che per i lavoratori marittimi che accedono alla pensione anticipata prima dei 62 anni, i singoli periodi di effettiva navigazione mercantile, coperti da contribuzione, vengono prolungati in successione temporale del periodo corrispondente ai giorni di sabato, domenica, a quelli festivi trascorsi durante l’imbarco e alle giornate di ferie maturate durante l’imbarco stesso e che tale periodo di prolungamento va considerato come attività di navigazione.

Pensione anticipata lavoratori marittimi: messaggio INPS n. 1398

L’art. 24, co. 10 del D.L. n. 201/2011, convertito nella Legge n. 214/2011, ha introdotto la possibilità di andare in pensione anticipata prima dei 62 anni, nel triennio “2012-2014”, con una penalizzazione: 1% per ognuno dei primi due anni e 2% per ogni ulteriore anno.
In seguito, la Legge n. 190/2014 (Manovra Finanziaria 2015) all’art. 1, co. 13 ha “eliminato” la penalizzazione, con effetto sui trattamenti pensionistici decorrenti dal 1º gennaio 2015 limitatamente ai soggetti che maturano il previsto requisito di anzianità contributiva entro il 31 dicembre 2017.

Con la conseguenza che il lavoratore che accede alla pensione anticipata con il regime misto nel periodo “1° gennaio 2015 – 31 dicembre 2017”, con età inferiore ai 62 anni, non subisce alcuna decurtazione sul trattamento pensionistico, ancorché la decorrenza della pensione sia successiva al 31 dicembre 2017.

Ciò ha creato indirettamente una discriminazione nei confronti di coloro che sono andati in pensione anticipata tra il 2012 e il 2014. Vi ha posto rimedio la Legge n. 208/2015 (Manovra Finanziaria per il 2016) che all’art. 1, co. 299 ha eliminato in toto la penalizzazione sui trattamenti previdenziali, estendendo la sua operatività anche per i pensionamenti precedenti al 1° gennaio 2015 (2012, 2013 e 2014).

La riduzione percentuale dei trattamenti pensionistici non si applica se l’anzianità contributiva deriva esclusivamente da:
– prestazione effettiva di lavoro,
– astensione obbligatoria per maternità,
– assolvimento degli obblighi di leva,
– infortunio,
– malattia,
– cassa integrazione guadagni ordinaria,
– donazione di sangue e di emocomponenti,
– congedi parentali di maternità e paternità,
– congedi e permessi concessi ai sensi dell’art. 33 della Legge n. 104/1992.

L’Inps, intervenuto con la Circolare n. 74/2015, ha chiarito che l’anzianità contributiva derivante esclusivamente da prestazione effettiva di lavoro va intesa come contribuzione obbligatoria dovuta per i periodi di prestazione effettiva di lavoro, espressa in mesi, settimane o giorni a seconda della gestione previdenziale di iscrizione del lavoratore.

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Conclusione

Da come si evince dalla circolare dell’INPS, indicata sopra, effettivamente ai fini del pensionamento anticipato, i singoli periodi di effettiva navigazione mercantile, coperti da contribuzione, vengono prolungati in successione temporale del periodo corrispondente ai giorni di sabato, domenica, a quelli festivi trascorsi durante l’imbarco e alle giornate di ferie maturate durante l’imbarco stesso.

L’INPS su questo punto si allinea con il Ministero del Lavoro, il quale ha precisato che si tratta di contribuzione “qualificata”, da effettiva attività di navigazione (Circolare Inps n. 98/2004).

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

“Visto il sempre crescente numero di persone che ci scrivono vi chiediamo di avere pazienza per la risposta, risponderemo a tutti”

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Argomenti: Lettere, Welfare e previdenza, Lavoratori marittimi, Pensioni anticipate, Pensioni lavori usuranti

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