Partita Iva, non solo bonus una tantum: quali agevolazioni?

Non solo i bonus una tantum. Ecco quali sono le agevolazioni erogate nel corso del 2023 a favore dei titolari di partita Iva.

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“Se vogliamo resistere al deflusso dai centri storici bisogna dare alle persone la possibilità di viverci a parità di condizioni rispetto a chi vive altrove. Il costo della vita di chi abita in centro non può essere il doppio rispetto a chi abita dieci chilometri fuori. Oggi invece stare in centro ha dei prezzi altissimi. Bisognerebbe rivedere il sistema fiscale e di agevolazioni, sia per i residenti che per le attività artigianali e commerciali“, ha affermato Massimo Cacciari.

Proprio le agevolazioni, in effetti, si rivelano essere un aiuto importante per molte famiglie e aziende che possono così tirare un sospiro di sollievo. Ne sono un chiaro esempio i bonus da 150 euro e 200 euro una tantum introdotti al fine di far fronte al caro vita. Oltre a questi contributi economici, però, i titolari di partita Iva hanno diritto anche ad altre agevolazioni. Ecco di quali si tratta.

Partita Iva, non solo bonus una tantum: quali agevolazioni?

Anche nel corso del 2023 i titolari di partita Iva potranno beneficiare di diverse agevolazioni.

Tra queste si annovera l’ISCRO, ovvero l’indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa. Quest’ultima, così come si evince dalla circolare numero 94 del 30 giugno 2021:

“è destinata ai liberi professionisti, compresi i partecipanti agli studi associati o società semplici, iscritti alla Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge n. 335/1995, che esercitano per professione abituale attività di lavoro autonomo connesso all’esercizio di arti e professioni”.

Il tutto a patto di non avere una pensione diretta e non essere assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie. Ma non solo, non devono essere percettori del reddito di cittadinanza, essere titolari di partita Iva da almeno quattro anni e in regola con i contributi obbligatori.

Per poter beneficiare di tale misura, inoltre, i soggetti interessati devono:

“aver prodotto un reddito di lavoro autonomo, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, inferiore al 50 per cento della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nei tre anni anteriori all’anno precedente alla presentazione della domanda; avere dichiarato, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a 8.145 euro”. 

Il riconoscimento dell’indennità ISCRO non avviene in modo automatico, bensì è necessario presentare apposita domanda entro il 31 ottobre. L’importo mensile riconosciuto nel corso del 2023 sarà pari a minimo 254,75 euro fino a massimo 881,23 euro.

Dalle agevolazioni per i genitori al bonus internet

I genitori titolari di partita Iva hanno diritto a diverse agevolazioni per i figli a carico. Tra questi si annoverano il cosiddetto bonus bebè e il bonus asilo nido. Ma non solo, è possibile beneficiare anche della SIA, ovvero il Sostegno per l’Inclusione Attiva. Si tratta di un contributo economico per i nuclei famigliari in condizioni economiche disagiate in cui sono presenti minori, figli disabili o donne in dolce attesa.

Da non dimenticare, poi il cosiddetto bonus internet a cui hanno diritto micro, piccole e medie imprese, ma anche persone fisiche titolari di partita IVA che esercitano una professione intellettuale o una delle professioni non organizzate. Tale agevolazione consiste in un contributo, erogato sotto forma di sconto, sul prezzo di vendita dei canoni di connessione a internet in banda ultra larga. Il relativo importo può andare da minimo 200 euro fino a massimo due mila euro.

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