Pagamento in contanti, per gli stranieri il tetto resta 15.000 euro

Il limite al pagamento in contanti per gli stranieri è di 15.000 euro. Due pesi e due misure di una legge controversa e che suscita polemiche.

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Il limite al pagamento in contanti per gli stranieri è di 15.000 euro. Due pesi e due misure di una legge controversa e che suscita polemiche.

Per gli stranieri che spendono in Italia non vi è limite al pagamento in contanti. O meglio, esiste un tetto che resta fissato a 15.000 euro.

Due pesi e due misure. Da una parte i cittadini italiani con tetto di spesa a 2.000 euro dal 1 luglio 2020 (scenderà a 1.000 fra un anno), dall’altra i cittadini europei non residenti in Italia o extracomunitari che possono liberamente spendere fino a 15.000 euro utilizzando i contanti.

Pagamento in contanti, per stranieri fino a 15.000 euro

Perché questa distinzione? Viene il dubbio che lo scopo del governo di limitare l’utilizzo del contante non sia esattamente quello di combattere l’evasione fiscale invitando la gente a utilizzare carte di credito, bancomat e mezzi tracciabili, ma di costringerla piuttosto a lasciare più contanti possibili in banca. Problema che per gli stranieri non si pone avendo il denaro depositato su conti esteri. Non solo, l’utilizzo della moneta elettronica ha un costo: dai bonifici all’utilizzo dei bancomat si pagano commissioni bancarie non del tutto trascurabili. Sia il commerciante che il consumatore sono infatti costretti a corrispondere alla banca un canone per il servizio e in tempi di magra per il settore creditizio, questa si rivelata una strategia vincente per i bilanci bancari.

La legge deroga per gli stranieri

Ma torniamo agli stranieri che spendono in Italia. La deroga all’utilizzo del contante sopra i 2.000 euro è disciplinata dall’ articolo 3 del decreto legge del 2 marzo 2012 n.16 che stabilisce appunto che per l’acquisto di beni e di prestazioni di servizi legati al turismo effettuati dalle persone fisiche di cittadinanza diversa da quella italiana e che abbiano residenza fuori del territorio dello Stato, il limite per il trasferimento di denaro contante è elevato a 15.000 euro a condizione che il cedente del bene o il prestatore del servizio provveda ai seguenti adempimenti:

  • all’atto dell’effettuazione dell’operazione acquisisca fotocopia del passaporto del cessionario o del committente nonché apposita autocertificazione di quest’ultimo attestante che non è cittadino italiano e che ha la residenza fuori del territorio dello Stato;
  • nel primo giorno feriale successivo a quello di effettuazione dell’operazione versi il denaro contante incassato in un conto corrente intestato al cedente o al prestatore presso un operatore finanziario, consegnando a quest’ultimo copia della ricevuta della comunicazione.

Infine, il cedente deve provvedere ad «identificarsi» preventivamente inviando apposita comunicazione anche in via telematica, all’Agenzia delle Entrate in cui deve indicare anche il conto corrente che intende utilizzare.

Gli stranieri usano le carte di credito

In definitiva, la possibilità di effettuare pagamenti in contanti fino a 15.000 euro per gli stranieri è permessa, ma occorre rispettare tutta una serie di adempimenti al momento dell’operazione. C’è inoltre da aggiungere che raramente gli stranieri che per motivi di turismo vengono in Italia utilizzano il contante per effettuare acquisti di importo elevato, anche per una questione di sicurezza e comodità: girare per strada o in località poco conosciute con miglia di euro in banconote in tasca espone il turista a rischi di scippi e furti. In ogni caso, gli stranieri che soggiornano in Italia per turismo sono più inclini a utilizzare carte di credito, il contrario di noi italiani, anche se qualcosa sta cambiando anche nelle nostre abitudini di consumatori.

Vedi anche: Vacanze senza contanti: il turismo riparte dai pagamenti elettronici

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