Come mettere in regola la baby sitter nel 2018: contratto in base all’età del bambino e retribuzione

Assunzione baby sitter 2018: contratto e retribuzione. Ecco come essere in regola e perché è importante non rischiare. Guida al lavoro domestico senza rischi.

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Assunzione baby sitter 2018: contratto e retribuzione. Ecco come essere in regola e perché è importante non rischiare. Guida al lavoro domestico senza rischi.

Mettere in regola la baby sitter: perché, nonostante i vantaggi per entrambe le parti, ancora più del 50% delle baby sitter stando ai dati Censis, non viene assunto con regolare contratto? Ecco cosa sapere su contratti baby sitter, retribuzioni 2018 etc. Ci scrive a tal proposito Carla P. : “Lavoro dal 2015 come baby sitter per diverse famiglie. Qual è l’inquadramento contrattuale giusto considerando che uno dei bambini di cui mi prendo cura ha meno di 10 mesi? La retribuzione oraria per il lavoro domestico nel 2018 è aumentata?”. Rispondiamo a Carla sperando che il nostro approfondimento possa essere d’aiuto ad altre baby sitter non in regola ma anche a famiglie che vorrebbero assumere la baby sitter e non sanno quale contratto fare. La burocrazia non è delle più semplici. Vediamo allora come essere in regola per l’assunzione baby sitter 2018 e a quanto devono ammontare gli stipendi per il lavoro domestico.

Perché assumere una baby sitter e rischi per il lavoro a casa in nero

Mettendo in regola la baby sitter il datore di lavoro:

• evita sanzioni amministrative e civili dai 1 500 ai 12 000€ (più contributi arretrati e interessi passivi cumulati);
• può ottenere agevolazioni fiscali sulla denuncia dei redditi fino a 1 500 € di contributi.

Per la babysitter essere assunta regolarmente garantisce i seguenti vantaggi:

• Possibilità di fruire di prestazioni assicurative e pensionistiche tra cui: indennità di disoccupazione, indennità di maternità, pensione di anzianità, ecc.;
• Diritto alla tredicesima;
• Diritto al tfr;
• Diritto a 26 giorni lavorativi di ferie per ogni anno di servizio e scatti di anzianità;
• Possibilità di recuperare il bonus Renzi senza sostituto di imposta con dichiarazione dei redditi.

Contratti baby sitter 2018: inquadramento e retribuzioni

Il contratto collettivo nazionale di lavoro domestico (art.

10) classifica l’inquadramento del personale in quattro macro categorie, sulla base delle mansioni svolte. Ogni categoria è a sua volta suddivisa in due livelli (o profili) di specializzazione.

Il livello A include collaboratori familiari generici, non addetti all’assistenza di persone ed esperienza professionale (maturata anche presso datori di lavoro diversi) non superiore a 12 mesi (dopo 12 mesi di anzianità nel settore è previsto lo scatto automatico al livello B con la qualifica di collaboratore generico polifunzionale).

Livello A super prevede espressamente:
a) Addetto alla compagnia
b) Baby-sitter ( mansioni occasionali e/o saltuarie).
Nella categoria B rientrano collaboratori familiari che, in possesso della esperienza necessaria, svolgono mansioni ancorché di tipo esecutivo.
Il livello B Super riguarda l’assistenza a persone autosufficienti.
Stesso discorso per il livello superiore, ossia C e CS, ma a favore di persone autosufficienti.
Secondo un’interpretazione largamente diffusa la baby sitter con mansioni di cura e quindi inquadrabile come tata, va assunta con contratto di tipo BS. Se si segue questa corrente allora si dovrà anche concludere che se i bambini seguiti hanno meno di tre anni l’inquadramento giusto per il contratto da baby sitter è il livello C (CS).

Il Livello D include collaboratori familiari che, in possesso dei necessari requisiti professionali, ricoprono specifiche posizioni di lavoro caratterizzate da responsabilità, autonomia decisionale e/o coordinamento.

Livello D super Assistente inquadra chi si occupa di persone non autosufficienti (formato) svolgendo mansioni di assistenza a persone non autosufficienti, ivi comprese, se richieste, le attività connesse alle esigenze del vitto e della pulizia della casa ove vivono gli assistiti.

Inquadramento a parte si applica ai turni di lavoro notturno (a tal proposito esiste una recente sentenza di gennaio 2018 che impone almeno 11 ore di riposo consecutive).

Da ultimo facciamo notare che l’Inps ha inserito sul sito il cassetto previdenziale uno strumento telematico molto utile per famiglie con colf, badanti e baby sitter (una sorta di riepilogo con tutti i contributi versati, da versare etc).

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