Lavoro dopo Quota 100: per quanti anni non si possono superare i 5 mila euro?

Se viene siglato un contratto di prestazione occasionale, la retribuzione massima che un pensionato può ricevere è pari a 5.000 euro.

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Se viene siglato un contratto di prestazione occasionale, la retribuzione massima che un pensionato può ricevere è pari a 5.000 euro.

Rispondiamo ad un quesito pervenuto in Redazione:
“Buongiorno, sono andata in pensione con Quota 100 nel 2011 a 63 anni e 38 di contributi versati all’INPS, settore industria. Dopo essere andata in pensione ho iniziato a instaurare collaborazioni occasionali che non devono superare i 5000 euro lordi annui. Fino a quanto dura il tetto a 5000 euro per le collaborazioni?”.

Lavoro dopo Quota 100: posso continuare a lavorare con prestazione occasionale?

Il 31 dicembre 2021 si potrà dire addio alla misura Quota 100, la cui percezione inibisce la percezione dei redditi di lavoro fino al compimento dell’età della pensione di vecchiaia, ovvero 67 anni.

Un pensionato, come nel caso esposto dalla lettrice, può continuare a lavorare anche dopo Quota 100 o dopo essere andato in pensione.

Tuttavia, come stabilisce la normativa vigente, se viene siglato un contratto di prestazione occasionale, la retribuzione massima che si può ricevere è pari a 5.000 euro all’anno.

Ricordiamo che, come stabilito dall’ex art. 67 TUIR, la soglia di cumulabilità di cinquemila euro riguarda i soli redditi di lavoro autonomo occasionale.

Lavoro dopo Quota 100: quanto dura la prestazione occasionale?

Nel caso specifico esposto nel quesito della lettrice ricordiamo che la percezione di Quota 100 inibisce la percezione dei redditi di lavoro fino al compimento dei 67 anni d’età previsti per percepire la pensione di vecchiaia.

Dunque, fino ad allora è possibile continuare a collaborare con contratto di prestazione occasionale.

Quando viene meno la prestazione occasionale? Come detto la retribuzione massima che un pensionato può ricevere è pari a 5.000 euro.

Quindi, qualora si superasse questo limite, si dovrebbe valutare l’apertura della Partita IVA, optando per il conveniente regime forfettario.

Inoltre, la prestazione occasionale viene meno quando la collaborazione diviene continuativa o coordinata e supera i 30 giorni di attività svolta con professionalità.

Inoltre, la prestazione occasionale non può essere utilizzata nell’ambito dell’esecuzione di appalti di opere o servizi.

Lavoro dopo Quota 100: posso aprire Partita IVA?

Se si superano i 5.000 euro e si comincia a svolgere una collaborazione coordinata e continuativa, è buon consiglio aprire la Partita IVA.

Dunque, Partita IVA e Pensione sono un connubio possibile: possono coesistere visto che non c’è alcun limite o divieto al cumulo dei redditi da lavoro autonomo con la pensione di vecchiaia o anticipata.

È possibile optare per il regime forfettario, che dà la possibilità di usufruire delle detrazioni e deduzioni previste per l’IRPEF.

I pensionati ultra-sessantacinquenni che aderiscono al regime forfettario beneficiano della riduzione del 35% e delle agevolazioni fiscali relative all’aliquota (il 5% per i primi 5 anni d’attività o il 15%).

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