La truffa del secondo lavoro da casa per imbustamento e confezionamento: perché ve la potrebbe proporre una vittima?

Secondo lavoro da casa trascrivendo indirizzi o confezionando piccoli oggetti: perché a proporre la truffa è spesso proprio la vittima?

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Secondo lavoro da casa trascrivendo indirizzi o confezionando piccoli oggetti: perché a proporre la truffa è spesso proprio la vittima?

Tra gli annunci di secondo lavoro da svolgere da casa molti, prevalentemente rivolti a donne, selezionano candidati per attività di imbustamento o confezionamento. Si tratta di truffa? E perché si creano vere e proprie catene piramidali di persone che cercano interessati a questo secondo lavoro da casa tra i propri contatti?

Secondo lavoro da casa per confezionamento e imbustamento: requisiti e in cosa consiste

Le offerte di questo tipo sono in genere molto generiche: in alcuni casi si parla di “addetti al telemarketing” e solo dopo vengono dati ulteriori dettagli.

Non sono richiesti particolari requisiti o esperienza. Le attività possono essere essenzialmente di tre tipi (con qualche possibile variante): trascrizione di indirizzi su buste da lettera, imbustamento depliant e confezionamento bigiotteria (anche se questa terza versione della truffa a domicilio, la più antica, si sta perdendo perché i costi del made in Italy per questi piccoli oggetti sono diventati insostenibili. Per questo di recente è stata soppiantata da una versione più “credibile”, imbustamento a domicilio di bottoni).

La truffa nasce dal fatto che ai candidati viene chiesto di pagare un importo per il kit per iniziare. Uno degli ideatori di questo sistema è stato più volte protagonista suo malgrado di inchieste di Striscia la Notizia.

Secondo lavoro da casa: perché la truffa del confezionamento e imbustamento continua a diffondersi

Ma qual è la forza di questa truffa? Perché, nonostante sia stato più volte smascherato anche in tv, questo sistema continua a fare tante vittime? Sicuramente fa giocoforza la necessità di tante persone di incrementare i guadagni trovando un secondo lavoro. Ma c’è un altro motivo importante: le vittime possono ottenere delle percentuali presentando “nuovi affiliati”. Diventando “complici”, in altre parole, riescono a rientrare quantomeno dei soldi anticipati per il kit iniziale. E’ chiaro che, se la vittima non legge un annuncio di lavoro online pubblicato da un estraneo ma si vede ricevere la proposta da un conoscente, è spinta maggiormente a fidarsi.
Consigliamo a chiunque cada in questi annunci di lavoro truffa, o semplicemente capiti su siti sospetti, di segnalare i post in modo da evitare che vi siano altre vittime.

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