Iva piccole imprese: modifiche in arrivo grazie a una nuova direttiva comunitaria

Novità sul fronte Iva per le piccole imprese. Vediamo di cosa si tratta.

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Novità sul fronte Iva per le piccole imprese. Vediamo di cosa si tratta.

In arrivo una nuova direttiva dell’unione Europea in tema di iva, che interesserà le piccole imprese con un volume d’affari annuo non superiore ad una certa soglia fissata dai singoli stati membri, comunque non superiore di 85 mila euro.

La direttiva ha lo scopo di semplificare e ridurre i costi amministrativi e di gestione per le piccole imprese.

In poche parole, la misura prevede l’esenzione Iva (oggi applicabile ai soggetti nazionali) alle imprese stabilite in altri Stati Membri, in modo da creare un contesto fiscale che contribuisca alla crescita e all’efficienza degli scambi transfrontalieri.

Iva piccole imprese, ecco le novità

Come pubblicato da Italiaoggi.it: “L’attuale sistema dell’Iva prevede che l’esenzione dall’Iva per le piccole imprese sia disponibile solo per i soggetti nazionali. La riforma concordata permetterà di applicare, alle piccole imprese stabilite in altri stati membri, un’esenzione Iva simile».

La nuova direttiva, che dovrà essere recepita dagli stati membri entro il 2025, prevede quanto segue: “Qualora un soggetto passivo sia sottoposto al regime Iva ordinario nel proprio Stato membro di stabilimento, ma si avvalga della franchigia dall’Iva per le piccole imprese in un altro Stato membro, la detrazione dell’imposta versata a monte dovrebbe riflettere un nesso con le cessioni e prestazioni soggette a imposta del soggetto passivo”.

Inoltre, sempre come specificato dalla direttiva in questione: “l’applicazione di soglie differenziate a diversi settori di attività da parte degli Stati membri dovrebbe avvenire sulla base di criteri oggettivi. Qualora un soggetto passivo sia ammesso a beneficiare di una o più soglie settoriali, gli Stati membri dovrebbero garantire che il soggetto passivo possa avvalersi di una sola di tali soglie.

Dovrebbero inoltre garantire che le loro soglie non facciano distinzione tra soggetti passivi stabiliti e non stabiliti”.

Come già detto in apertura di quest’articolo, la direttiva si pone l’obbiettivo di ridurre i costi di gestione e i costi amministrativi delle piccole aziende che operano all’interno dei paesi comunitari.

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