Iva in aumento su Hotel e Ristoranti? Vediamo come stanno le cose

Possibili aumenti delle aliquote Iva in vista, a farne le spese potrebbero essere Ristoranti e Hotel.

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Possibili aumenti delle aliquote Iva in vista, a farne le spese potrebbero essere Ristoranti e Hotel.

L’ipotesi starebbe prendendo sempre più piede.

Già dalla prossima manovra, il governo potrebbe porre in essere un aumento delle aliquote iva, non a tappeto ma selettivo. In particolare, si pensa ad un aumento delle aliquote per i beni ritenuti di lusso, ma anche per ristoranti e Alberghi.

In particolare, ad oggi, questi ultimi beneficiano di un’aliquota ridotta al 10 %, far rientrare queste categorie di servizi all’interno dell’aliquota ordinaria permetterebbe un guadagno fiscale notevole, e potrebbe garantire le necessarie coperture per la tanto acclarata riforma dell’Irpef.

È stato calcolato che l’aumento di un solo punto percentuale (dal % 10 al 11 %) porterebbe ben 1,5 miliardi di euro.

Aumento Iva per Ristoranti e Hotel

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze smentisce questa ipotesi, ma, c’è da dire che, l’indiscrezione dell’Aumento selettivo dell’Iva è arrivato da esponenti della maggioranza, anche dal sottosegretario al Mef Pierpaolo Baretta, il quale sottolinea l’importanza di una simile misura per il recupero delle risorse necessarie all’abbattimento del cuneo fiscale e alla rimodulazione delle aliquote Irpef.

Non tutti, in ogni caso, apprezzano questa notizia, soprattutto i diretti interessati.

Barnabò Bocca, presidente di Federalberghi, smentisce l’ipotesi che questa misura sarebbe, principalmente, a carico di turisti stranieri, e afferma: “il prezzo principale sarebbe pagato dal nostro Paese, a causa della perdita di competitività del sistema turistico a tutto vantaggio di paesi concorrenti, con grave danno per le imprese e i lavoratori italiani». «Il governo vuole ridurre le tasse sui redditi medio bassi e propone di alzare l’Iva su hotel e ristoranti, come se fossero solo gli stranieri a mangiare o dormire fuori casa. Ogni giorno 10 milioni di italiani pranzano in bar e ristoranti e lo fanno per necessità, non certo per scelta”.

Ovviamente, tutto è ancora molto incerto e staremo a vedere quali saranno gli sviluppi della vicenda e i prossimi passi del governo.

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