Indennità di maternità: quando spetta alle donne disoccupate?

Assegno di maternità 2016 per disoccupate: a chi spetta, come fare domanda, quali sono i requisiti per ottenere queste agevolazioni.

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Assegno di maternità 2016 per disoccupate: a chi spetta, come fare domanda, quali sono i requisiti per ottenere queste agevolazioni.

L’assegno di maternità è una prestazione economica assistenziale erogata dal Comune per le donne disoccupate. Il beneficio economico è garantito per tutte le neo-mamme indipendentemente dal legame sanguigno con i figli (sono dunque inclusi i genitori adottivi).

Assegno maternità 2016 per le mamme disoccupate: chi lo paga?

L’assegno di maternità 2016 del Comune è un aiuto economico per le neo-mamme senza lavoro, tale assegno è a carico del Comune di residenza ma viene pagato dall’INPS. L’assegno di maternità 2016 garantito dalle Amministrazioni Comunali di residenza rappresenta una prestazione nata apposta per le madri disoccupate, impossibilitate a lavorare o comunque che non possiedono i requisiti contributivi stabiliti per l’assegno di maternità 2016 dello Stato. Sono incluse dunque, oltre alle casalinghe e le madri disoccupate, anche le donne che non sono riuscite ad accumulare almeno 3 mesi di contributi per la maternità.

Requisiti assegno di maternità 2016 Comune

Le madri che intendono fare domanda per l’assegno di maternità 2016 fornito dal Comune devono possedere, nel momento in cui è effettuata la richiesta, i seguenti requisiti:

  • cittadinanza italiana o europea;
  • residenza italiana (e nel Comune presso il quale si fa richiesta della prestazione);
  • permesso di soggiorno di lungo periodo o status di rifugiato politico (per le cittadine extracomunitarie) entro sei mesi dal parto.

Requisiti di reddito per l’assegno maternità del Comune

Per incassare gli assegni di maternità del Comune è necessario che anche il reddito rientri in determinate soglie stabilite ogni anno dall’INPS. Il reddito ISEE complessivo non deve superare la soglia fissata ogni anno dallo Stato in base alle variazioni ISTAT, non bisogna avere alcuna copertura previdenziale o averla entro un determinato importo fissato annualmente, non essere già beneficiarie di altro assegno di maternità INPS ai sensi della Legge 488/99 Gli assegni di maternità 2016 forniti dal Comune, arriveranno solo dopo che il personale addetto avrà eseguito le dovute verifiche sulle dichiarazioni e documentazioni presentate.

Il tutto per garantire la reale presenza dei requisiti. Una volta superata questa fase di controllo, l’assegno è versato dall’INPS direttamente sul conto corrente della madre. I tempi variano in base alla rapidità e al numero di richieste del  Comune di Residenza.

Importi e durata dell’assegno maternità 2016

Per quanto riguarda gli importi dell’assegno di maternità 2016 si dovrà attendere nuove circolari INPS che saranno pubblicate sul sito  www.inps.it entro il mese di febbraio. L‘assegno di maternità dei Comuni è versato in rate mensili ed ha una durata massima pari a 5 mesi.

 Come fare domanda per l’ Assegno di maternità Comune 2016

È necessario presentare al Comune di residenza (o al Caf autorizzato) una serie di documenti che attestino la presenza dei requisiti richiesti per ottenere l’agevolazione. I documenti da inoltrare sono:

  • dichiarazione sostitutiva unica;
  • ISEE in corso di validità, riferito all’anno precedente rispetto a quello di presentazione della domanda;
  • Valido documento d’identità e codice fiscale.

La richiesta va inoltrata entro 6 mesi rispetto alla nascita o dall’ingresso in famiglia del bambino.

Assegno di maternità del comune: dove fare domanda

La domanda va presentata presso gli Uffici Municipali del Comune di residenza, (o altri enti accreditati come Caf) scaricando i moduli messi a disposizione dei cittadini sui portali web dei Comuni. Se vi interessano le agevolazioni di questo tipo potete consultare anche i nostri approfondimenti dedicati a: Indennità di maternità: a quali lavoratrici spetta in caso di adozione e affido? Indennità maternità autonome: l’astensione dal lavoro è obbligatoria?    

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