Importo pensioni: si allarga il divario fra uomini e donne nel 2022. Cosa sta succedendo?

Nei primi tre mesi dell’anno il gap fra le pensioni di uomini e donne si è allargato al 35%. Quale è la causa di tutta questa differenza.

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Si allarga il divario degli importi di pensione fra uomini e donne (gender gap). Nei primi tre mesi del 2022 la forbice si è attestata al 34,8%, percentuale significativa che ci contraddistingue fra i Paesi Ue.

Nei primi tre mesi dell’anno – secondo i dati del monitoraggio sui flussi di pensionamento Inps – le rendite erogate a uomini sono state 85.831 con una media per assegno di 1.520 euro. Mentre le pensioni erogate a donne sono state 94.926 con un importo medio di 991 euro al mese.

Pensioni donne inferiori del 35% rispetto a quelle degli uomini

Sempre secondo i dati Inps, l’importo più basso è determinato dal numero medio di anni di contribuzione che risulta più alto per gli uomini rispetto alle donne. Le pensioni anticipate, in particolare, hanno un importo in media maggiore perché legate a un numero più alto di anni contributi (25.590 per le donne e 45.410 per gli uomini).

E’ questa una delle cause principali del gender gap pensionistico italiano. L’atro fattore che determina il divario, in senso negativo per le donne, è dato dal numero delle pensioni ai superstiti che è risultato nel periodo gennaio-marzo 2022 di 37.108 assegni contro i 7.041 degli uomini.

La forbice si sta comunque allargando, in senso quantitativo di prestazioni erogate dal Inps. Nel 2020 le donne rappresentavano il 51,8% dei pensionati e percepivano il 43,8% dell’importo lordo complessivamente pagato per le pensioni. Oggi siamo prossimi al 53% con un importo medio che è di poco superiore ai due terzi della rendita maschile.

Donne penalizzate, ma meno di quanto si pensi

Detto questo, sembra che le donne siano più penalizzate degli uomini. Ma da una attenta analisi emerge che le donne percepiscono un maggior numero di pensioni pro-capite, in media 1,51 prestazioni a testa, a fronte dell’1,32 degli uomini.

Rappresentano infatti il 58,6% dei titolari di 2 pensioni, il 68,6% dei titolari di 3 assegni e il 70,5% dei percettori di 4 e più trattamenti.

Non solo, le donne sono  tra i maggiori percettori di rendite ai superstiti (87%) che normalmente sono di importo modesto perché ridotto generalmente del 40% rispetto alla pensione del coniuge titolare.

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board, pension, guest-house, boarding house, house, superannuation, board and lodging, annuity

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