Immobiliare: Covid non ferma prezzi, +2,3% in 2020

Timidi segnali di ripresa del mercato immobiliare dopo 7 anni di ribassi. Bene le grandi città del Nord, ancora in difficoltà le province.

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Timidi segnali di ripresa del mercato immobiliare dopo 7 anni di ribassi. Bene le grandi città del Nord, ancora in difficoltà le province.

In ripresa il mercato immobiliare in Italia. Nonostante il prolungato declino iniziato dopo la crisi del 2009, si intravvedono timidi segnali di risalita dei prezzi che lasciano ben sperare per il futuro.

I prezzi delle case in vendita in Italia sono aumentati del 2,3% negli ultimi 12 mesi, per la prima volta dopo 7 anni di ribassi, secondo l’indice di Idealista. In virtù di questi incrementi, il prezzo al metro quadro nel nostro Paese si attesta a una media di 1.744 euro. Nell’ultimo trimestre c’è stato un aumento dello 0,6% del mercato immobiliare.

Secondo Vincenzo De Tommaso, responsabile dell’Ufficio Studi di idealista:

il mercato immobiliare ha retto bene l’urto della pandemia sotto la spinta delle mutate esigenze abitative innescate dalla crisi e dei tassi d’interesse ai minimi storici”.

Gli agenti immobiliari si sono saputi adattare alle mutevoli circostanze del mercato trovando il modo di lavorare anche in condizioni di distanziamento sociale grazie all’ausilio delle tecnologie.

“Con tali premesse le prospettive 2021 sono improntate a un cauto ottimismo perché ai primi segnali di ripresa dell’economia, il mercato immobiliare è stato piuttosto rapido nel recuperare“.

Prezzi in rialzo per il settore immobiliare

Il trend positivo del mercato immobiliare investe la metà delle regioni italiane con il primato in Lombardia (9,2%) seguita nella graduatoria degli incrementi da Emilia-Romagna (3%), Lazio (2,2%) e Friuli-Venezia Giulia (1%).

Tutte le altre regioni segnano incrementi marginali, inferiori all’un per cento. Dall’altro lato, Molise (-5,4%) e Marche (-3,8%) riportano i cali più significativi, davanti a Sicilia (-2,8%), Abruzzo (2,5%) e Umbria (-2,3%).

La Liguria (2.458 euro/m²) si segnala per i prezzi d’offerta più elevati, seguita da Trentino Alto Adige (2.436 euro/m²), Valle d’Aosta (2.337 euro/m²), Toscana (2.240 euro/m²) e Lazio (2.126 euro/m²).

Tutte le altre regioni si attestano su valori inferiori ai 2mila euro al metro quadro, dai 1.831 della Lombardia a ridursi fino agli 896 euro del Molise, la regione più economica, davanti alla Calabria (900 euro/m²).

Ancora difficoltà nei mercati di provincia

Prevalenza di ribassi per quanto riguarda il mercato immobiliare delle province analizzato da Idealista, con cali in 60 delle 106 macro aree comprese tra il 9,1% di Aosta e lo 0,1% di Belluno. Le flessioni maggiori si registrano a Isernia (-7,2%), L’Aquila (-6,8%), Crotone (-6,5%), Ancona (-6,4%), Sondrio (-6%) e Fermo (5,4%).

Milano svetta su tutta Italia

Dall’altro lato del ranking, gli incrementi maggiori degli ultimi 12 mesi spettano a Milano (18%), seguita dalle province di Modena (7,2%), e Brescia (7,1%).

Incrementi superiori al 5% anche per i mercati di Vicenza (6,3%), Reggio Emilia e Lucca (6,2% per entrambe), Bologna (5,9%), Bergamo (5,6%) e Sassari (5,2%). Bolzano (3.629 euro/m2) si conferma la provincia più cara d’Italia davanti a Savona (3.084 euro/m2).

Firenze (2.834 euro/m2), Milano (2.704 euro/m2), Imperia (2.610 euro/m2) e Lucca (2.605 euro/m2). All’opposto, le più economiche sono Isernia (735 euro/m2), Caltanissetta (702 euro/m2) e Biella (619 euro/m2).

A livello di capoluogo l’indice generale dei prezzi conferma una lieve prevalenza di dei mercati cittadini in saldo negativo (57), contro 52 centri in terreno positivo rispetto all’anno scorso. Cagliari è l’unico mercato a non aver subito variazioni.

In un 2020 all’insegna dei rialzi spiccano quelli a due cifre di Milano (20,2%) e Caltanissetta (10,8%). All’opposto della tendenza le contrazioni maggiori spettano a L’Aquila (-6,8%), seguita da Campobasso (-6,2%), Ragusa (-6,1%) e Chieti (-6%).

Domanda più forte nelle grandi città del Nord

Nonostante il Covid abbia rappresentato un freno importante nel processo di recupero che stava attraversando il settore immobiliare italiano, i prezzi dei principali mercati del centro-nord hanno registrato ulteriori incrementi favoriti da elevati livelli della domanda a Torino (5,1%), Bologna (2,4%) e Roma (2%).

Peggio hanno performato le principali piazze del Sud dove, ad eccezione di Bari (3,4%), si registrano variazioni negative a Napoli (-3,5%), Catania (-4%) e Palermo (-4,2%).

Venezia guarda tutti gli altri capoluoghi dall’alto dei suoi 4.445 euro al metro quadro, davanti a Milano (4.060 euro/m²).

Nella parte bassa del ranking troviamo Ragusa (743 euro/m²), Caltanissetta (773 euro/m²) e a chiudere Biella, il capoluogo con i prezzi più bassi d’Italia: solo 710 euro per metro quadro.

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