Età pensione: la vera batosta arriverà nel 2025

Perché dal 2025 diventerà più dura andare in pensione. Ecco cosa sta succedendo al sistema pensionistico italiano.

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L’età della pensione salirà ancora. Ci si preoccupa di quota 100, di quota 102 che dura poco e del ritorno alla Fornero, ma il vero problema saranno le pensioni future. Quelle che giovani lavoratori di oggi si sogneranno.

Perchè? Il motivo è presto spiegato. Il meccanismo di pensionamento previsto dalla legge Fornero prevede l’adeguamento dell’età pensionabile alla aspettativa di vita. Dato che è fornito annualmente dal Istat.

Età pensione ferma fino al 2024

Da quando è stata varata la riforma pensioni nel 2012, l’età per la pensione di vecchiaia è già salita di un anno per effetto dell’innalzamento della speranza di vita. E se non fosse stato per la pandemia che ha fatto abbassare l’età media della popolazione, dal 2023 si sarebbe andati in pensione a 67 anni e 3 mesi.

Il Mef ha però stoppato l’incremento anagrafico fino al 2025. Poi si vedrà Si spera naturalmente che la pandemia scompaia del tutto nel frattempo. Ma per le pensioni bisognerà mettere in conto un innalzamento dell’età pensionabile a partire da quella data.

A certificare, come da previsioni, lo stop all’aumento dell’età anagrafica per andare in pensione è il Ministero dell’Economia. Con decreto del 27 ottobre 2021, è stato ufficializzato e confermato quanto già reso noto dall’Istat e dalla ragioneria generale dello Stato. Di fatto, la pandemia ha ridotto le speranze di vita degli italiani di 1,2 anni per una vita media di 82 anni (79,7 per gli uomini e 84,4 per le donne).

Uscita dal lavoro a 67 anni fino al 2024

Il meccanismo di aggiornamento non prevede un arretramento, ma soltanto uno stop all’aumento dell’età della pensione qualora la speranza di vita subisca un calo. La corsa al rialzo riprenderà quindi nel 2025 per raggiungere il limite fissato dalla Fornero a 68 anni nel 2031.

Da quella data in avanti gli incrementi, sempre legati alla speranza di vita, passeranno da 3 mesi a 2 mesi ogni biennio fino al 2054. A metà secolo, quindi, si andrà in pensione molto probabilmente a 70 anni.

Per le pensioni anticipate che si basano sull’anzianità contributiva, invece, l’uscita rimarrà a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, indipendentemente dall’età.

La sospensione, in questo caso, non è dovuta al calo della speranza di vita, ma a specifico provvedimento legislativo contenuto nella legge di bilancio 2017 che congela il pensionamento anticipato fino alla fine del 2026.

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