Dopo 35/40 anni di lavoro si può andare in pensione con una rendita dignitosa?

Dopo 35/40 anni di lavoro si può andare in pensione con una rendita dignitosa? Il requisito contributivo per andare in pensione di vecchiaia è di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

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Dopo 35/40 anni di lavoro si può andare in pensione con una rendita dignitosa? Il requisito contributivo per andare in pensione di vecchiaia è di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Dopo 35/40 anni di lavoro si può andare in pensione con una rendita dignitosa? Il requisito contributivo per andare in pensione di vecchiaia è di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Tuttavia, per andare in pensione dopo 35 e 40 anni ci sono diverse categorie di persone che possono ritirarsi dal mercato occupazionale con un requisito contributivo inferiore a 42/41 anni.

In pensione con 35 anni di contributi previdenziali

Possono andare in pensione con 35 anni di contributi le lavoratrici che abbiano compiuto i 57 anni, nel caso di lavoratrici dipendenti, o 58 anni di età, nel caso delle lavoratrici autonome.

Optando per andare in pensione con 35 anni di contributi si percepisce un assegno di importo inferiore rispetto a quello “normale”.

L’importo dell’assegno è inferiore di circa il 30% rispetto al valore di quello ordinario perchè viene interamente calcolato con sistema contributivo piuttosto che con metodo retributivo.

In pensione con 35 anni di contributi ci possono andare determinate categorie di lavoratori che rientrano nel comparto della sicurezza. Questa platea di lavoratori può ritirarsi dal mercato occupazionale avendo maturato 40 anni e 7 mesi di contributi indipendentemente dall’età anagrafica.

Pensione con 38 anni di contributi: Quota 100

Fino al 31 dicembre 2021 è possibile andare in pensione con 62 anni grazie alla misura Quota 100 oppure, in alternativa, con 63 anni grazie all’Ape sociale.

Si chiama Quota 100 perché per andare in pensione la somma tra contributi ed età deve dare almeno 100 (infatti 62 + 38).

Se si hanno contributi presso più gestioni, è possibile chiedere il cumulo in modo tale da raggiungere i 38 anni minimi.

La normativa vigente non ha previsto alcuna penalizzazione per chi decide di andare in pensione con Quota 100: ciò implica che l’INPS non applica la decurtazione dell’1,5% per ogni anno di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia.

Per procedere al calcolo dei 38 anni minimi di contributi per andare in pensione con Quota 100, è possibile far valere anche i contributi figurativi.

Andare in pensione con 40 anni di contributi

È possibile andare in pensione con 40 anni di contributi: si tratta di agevolazioni pensionistiche che consentono l’uscita dal lavoro con 40 anni di contribuzione e non sono rivolte a tutti i lavoratori, ma soltanto a chi si trova in particolari situazioni.

Questa possibilità è prevista per i lavoratori “salvaguardati”, ovvero per quei lavoratori collocati in mobilità, cessati dal servizio e in congedo per l’assistenza di figli disabili.

Pensione con 41 anni di contributi

La pensione anticipata spetta a chi abbia compiuto 41 anni di contributi e se si possiedono almeno 12 mesi di contributi di effettivo lavoro versati prima del compimento del 19° anno di età.

È necessario essere disoccupati, lavoratori con invalidità, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, superiore o uguale al 74%, lavoratori che assistono, da almeno 6 mesi al momento della domanda di pensione, il coniuge o un parente di primo grado convivente con handicap grave ai sensi della Legge 104, conciatori di pelli e di pellicce, operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici e conduttori di gru, di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni.

 

 

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