Conviene sempre andare in pensione prima?

Tutti i lavoratori desiderano anticipare la pensione il più possibile. Conviene sempre andare in pensione prima? E' una domanda frequente a cui non è semplice rispondere.

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Tutti i lavoratori desiderano anticipare la pensione il più possibile. Conviene sempre andare in pensione prima? E' una domanda frequente a cui non è semplice rispondere.

Tutti i lavoratori desiderano anticipare la pensione il più possibile. Conviene sempre andare in pensione prima? E’ una domanda frequente a cui non è semplice rispondere.

La convenienza del prepensionamento dipende da diversi fattori. Chiediamoci, innanzitutto, cosa intendiamo per convenienza. Il vantaggio riguarda l’età o l’importo dell’assegno pensionistico che andremo a percepire? È importante avere le idee chiare in questo senso perché esistono opzioni più vantaggiose in termine di anticipo dell’accesso alla pensione ed altre che danno diritto ad un assegno più elevato.

Il più delle volte, per convenienza si intende la seconda opzione, quella dell’assegno più alto. Concentriamoci sulla convenienza economica per rispondere alla domanda del focus.

Conviene sempre andare in pensione prima? La questione del calcolo contributivo

Dal 1° gennaio 1996 è in vigore il calcolo contributivo della pensione secondo cui più si ritarda l’accesso alla pensione, più aumenta l’importo dell’assegno.

Prima dell’entrata in vigore del regime contributivo, si calcolava la pensione con il regime retributivo che teneva conto degli anni di lavoro. Per ciascun anno di contributi versati, si riconosceva il 2% della media delle ultime retribuzioni. Ad un lavoratore che accedeva alla pensione a 64 anni di età e 40 anni di contributi sarebbe spettata la stessa percentuale di chi andava in pensione a 67 anni con 40 anni di contribuzione.

Con il calcolo contributivo, invece, si considera l’età di accesso alla pensione. Più anni di contributi si vantano, più cresce il montante contributivo che si trasforma in pensione con l’applicazione di un coefficiente. Il coefficiente di trasformazione cambia in base all’età di accesso alla pensione. Di conseguenza, a parità di montante contributivo, chi va in pensione a 64 anni non avrà lo stesso trattamento di chi esce dal lavoro a 67 anni.

Il coefficiente più alto spetta a chi va in pensione all’età di 71 anni.

Per avere un’idea chiara di quanto incide il coefficiente sull’età di pensionamento, riportiamo la tabella dei coefficienti di trasformazione aggiornata al 2021.

Età    Coefficiente

57     4,186%

58     4,289%

59     4,399%

60     4,515%

61     4,639%

62     4,770%

63     4,910%

64     5,060%

65     5,220%

66     5,391%

67     5,575%

68     5,772%

69     5,985%

70     6,215%

71     6,466%

Quando conviene andare in pensione in anticipo?

Conviene ritardare il più possibile l’accesso alla pensione ma non sempre.

Ad esempio, non conviene a chi non ha un lavoro perché dovrebbe rinunciare ad anni di pensione. Lo stesso vale per la richiesta dell‘assegno sociale.

C’è da considerare anche che i coefficienti di trasformazione cambiano ogni 2 anni per via dell’adeguamento alla variazione delle speranze di vita. In futuro, i coefficienti dovrebbero essere sempre meno vantaggiosi.

Conviene attendere nello stesso biennio ma, tra un aggiornamento e l’altro dei coefficienti, si rischia di attendere per beneficiare di un coefficiente non così tanto diverso da quello che sarebbe spettato andando in pensione prima. Quando scatta l’aggiornamento, i coefficienti si riducono rispetto a quelli attesi.

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