Come scrivere la lettera di sollecito per il pagamento del TFR

TFR non pagato: come scrivere la lettera di sollecito e che cosa fare se l'azienda non risponde

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TFR non pagato: come scrivere la lettera di sollecito e che cosa fare se l'azienda non risponde

Il trattamento di fine rapporto è un diritto di tutti i lavoratori italiani. Al termine del rapporto di lavoro, per un motivo qualsiasi, al dipendente pubblico o privato spetta una somma di denaro accantonata annualmente al netto dell’IRPEF. Sei stato licenziato e l’azienda ritarda nel corrisponderti la liquidazione.

Cosa fare? Come scrivere la lettera di sollecito per il pagamento del TFR? E’ necessario rivolgersi ad un legale per l’invio della lettera di sollecito per il mancato pagamento del TFR?

Il nostro focus ha l’obiettivo di rispondere a questa domanda spiegando quando il TFR deve essere liquidato e quali sono i passi da fare per ottenerlo in extremis.

Come scrivere la lettera di sollecito per il pagamento del TFR: consigli

L’art. 2120 del Codice Civile, oltre a stabilire il diritto di ricevere la liquidazione o buonuscita per tutti i lavoratori dipendenti ed i criteri per il calcolo del TFR, spiega quali sono le possibilità per ottenerlo in caso di insolvenza dell’ex datore di lavoro.

Il primo step è la lettera di sollecito per il mancato pagamento del TFR, una comunicazione mediante cui viene messo in mora l’ex datore di lavoro. Lo scopo è informarlo che, se non paga immediatamente la liquidazione che ti spetta, ti rivolgerai all’autorità giudiziaria per il recupero coattivo dell’importo dovuto.

Chiedi consiglio ad un buon avvocato esperto di conteggi e disposto a ricorrere al tribunale se l’azienda insolvente fa orecchie di mercante.

La lettera di diffida deve essere inviata tramite raccomandata A/R o PEC al responsabile amministrativo o del personale dell’azienda. Deve specificare un dettaglio importante: “in caso di mancato pagamento, procederò per vie legali”.

Ecco come scrivere la lettera di sollecito per il pagamento del TFR.

TFR: lettera di sollecito del pagamento, fac simile

Nome e cognome dell’ex dipendente

Indirizzo

 

Spett.le azienda/Egr. Sig. ____________

Indirizzo________

CAP_______ Città_______

P.Iva__________________

Alla c.a. del Responsabile del Personale/Amministrativo Egr. Sig. ______

 

Raccomandata A/R

Oggetto: sollecito pagamento TFR

 

Il sottoscritto _________, dipendente di questa società dal _________ al _________, comunica che, ad oggi, non ha ancora ricevuto la somma spettante a titolo di TFR.

L’art. 2120 c.c. prevede che, indipendentemente dalla causa di cessazione del rapporto di lavoro, il datore di lavoro debba erogare al dipendente il trattamento di fine rapporto, determinato dagli accantonamenti effettuati per ogni anno di servizio.

Pertanto, vi sollecito a provvedere al più presto al pagamento di cui in oggetto, considerando che il TFR doveva essere corrisposto entro il _________ secondo quanto stabilito dall’art.____del CCNL_________________.

In caso di ulteriore ritardo nel pagamento entro e non oltre la data ______, mi vedrò costretto a procedere per vie legali.

Distinti saluti

Luogo e Data ________________

Firma _____________

 

Cosa fare se l’azienda non risponde alla lettera di sollecito per il pagamento del TFR

Il tuo ex datore di lavoro non risponde? Ignora la lettera di sollecito formale che gli hai inviato? In questo caso, l’unica via possibile è quella giudiziaria con tutto il tempo ed i costi che comporta.

Ricorrerai al tribunale per ottenere un titolo esecutivo nei confronti del tuo ex datore di lavoro. Se neanche tramite notifica del decreto ingiuntivo riceverai il pagamento che ti spetta, il tuo avvocato procederà con l’esecuzione forzata.

Gli effetti dell’esecuzione forzata possono essere due:

– pignoramento;

– deposito di istanza di fallimento nei confronti dell’ex datore di lavoro.

In caso di fallimento dell’azienda, il curatore nominato dal tribunale provvederà a soddisfare i lavoratori (prima dei creditori) con il denaro dell’azienda.

E se in azienda non ci sono i fondi necessari per il pagamento?

Si può fare un ultimo tentativo: rivolgersi all’INPS e fare domanda per la corresponsione del TFR non pagato.

Tutti i lavoratori con contratto di lavoro subordinato possono richiedere l’intervento del Fondo di garanzia dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale.

La sentenza della Corte di Cassazione (n.7585 del 01/04/2011) ha chiarito che l’ex dipendente può rivolgersi al Fondo di garanzia INPS anche quando non è possibile pronunciare il fallimento dell’azienda. L’importante è che sia stata richiesta l’esecuzione forzata senza aver ottenuto la somma spettante.

I termini per il sollecito di pagamento del TFR

Quanto tempo ha il lavoratore per richiedere la somma che gli spetta a titolo di TFR?

Facciamo una premessa: la liquidazione del TFR deve essere corrisposta entro i termini previsti dai Contratti Collettivi Nazionali (CCNL) di categoria (Commercio e Artigianato, Terziario, Metalmeccanico, ecc.). Un ex lavoratore del terziario, ad esempio, deve ricevere il TFR entro 30 giorni. In genere, il termine per il pagamento va da 30 a 45 giorni. Per un dipendente pubblico che, ad esempio, ha presentato dimissioni volontarie, il termine può arrivare fino a 24 mesi.

Se il sollecito di pagamento va a buon fine, l’azienda dovrà corrispondere anche gli interessi al tasso legale (stabilito annualmente dall’ISTAT) maturati fino a quella data. Dal canto suo, il lavoratore dovrà rilasciare una quietanza liberatoria TFR.

La prescrizione per il pagamento del TFR è fissata in 5 anni dalla data di cessazione del rapporto di lavoro. Se l’ex dipendente lascia trascorrere i 5 anni senza inviare la lettera di sollecito tramite raccomandata A/R o PEC, il diritto al TFR decade automaticamente.

Il termine di prescrizione è di 10 anni se il riconoscimento del TFR è avvenuto tramite sentenza passata in giudicato.

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