Lavoro come colf: è vero che con la riforma pensioni potrò smettere di lavorare prima?

Colf, badanti, lavoratori domestici, maestre elementari e lavoratori dell’edilizia potranno andare in pensione prima grazie alla riforma previdenziale.

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Colf, badanti, lavoratori domestici, maestre elementari e lavoratori dell’edilizia potranno andare in pensione prima grazie alla riforma previdenziale.

Dal 2022 alcuni lavori potranno andare in pensione prima. Quali sono? Colf, badanti, lavoratori domestici, maestre elementari e lavoratori dell’edilizia potranno andare in pensione prima grazie alla riforma previdenziale.

La Commissione istituzionale di studio sui lavori gravosi ha allungato la lista degli addetti alle mansioni usuranti, quelle che sono maggiormente esposte a patologie professionali e ad infortuni.

Lavoratori gravosi in pensione prima: anche i colf e badanti!

Nella lista dei lavoratori gravosi, oltre ai bidelli, maestre, forestieri, tassisti, falegnami, benzinai, conduttori di bus, cassieri, commessi, spuntano anche colf e badanti.

I lavoratori domestici (colf e badanti), dal primo gennaio 2022, potrebbero beneficiare di un’uscita anticipata dal lavoro a 63 anni.

Per adesso non c’è ancora alcuna certezza: il Governo deve ancora decidere come intervenire sul Dossier relativo alle pensioni.

Allo studio dell’Esecutivo ci sarebbe l’ipotesi di consentire, almeno a certe categorie, un’uscita anticipata a 63 anni con l’Ape sociale rafforzata a patto che si sia svolto un lavoro usurante per 6 anni negli ultimi 7 anni o 7 anni negli ultimi dieci anni.

La soluzione di poter estendere l’Ape Sociale piace ai Sindacati che spingono per allargare la platea di coloro che avrebbero accesso all’indennità.

Pensione a 63 anni per colf e badanti

Colf, badanti e tutti i lavoratori gravosi potrebbero beneficiare della possibilità di andare in pensione prima a 63 anni.

Dopo l’addio di Quota 100 a fine anno 2021, a partire dal 2022 si punta sull’Ape Sociale Rafforzata.

Non solo macellai, bidelli e forestieri, ma anche colf e badanti potrebbero andare in pensione con l’Ape sociale, un prestito ponte che accompagna il lavoratore fino all’età pensionabile.

Ad oggi possono accedere a questa misura i lavoratori che hanno compiuto 63 anni di età e con 30 o 36 anni di contributi previdenziali.

Per allargare la platea dei beneficiari, il Ministro del Lavoro ha istituito una Commissione tecnica per individuare le nuove categorie di lavoro gravoso.

La ricerca si basa su tre parametri sulla base dei dati forniti dall’Inail: patologie professionali gravi, mansioni particolarmente faticose e pesanti e frequenza degli infortuni.

Calcolo della pensione per i lavoratori domestici

Nel settore domestico il calcolo dell’assegno previdenziale dipende dalle ore settimanali di lavoro della badante.

Per esempio, la colf assunta a 54 ore a settimana potrà ricevere un assegno previdenziale di 110 euro al mese.

Una badante con venti anni di contributi versati a 67 anni può arrivare a ricevere un assegno previdenziale di importo pari a 400 euro al mese.

 

 

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