Cessione del credito in quattro passaggi: le nuove regole trovano applicazione

Grazie al decreto Semplificazioni viene estesa la portata della cessione del credito d’imposta anche ad altri soggetti con partita Iva.

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Con due recenti decreti (Semplificazioni e Aiuti bis) il governo sta tentando di risolvere il problema del blocco della cessione del credito del superbonus 110% e degli altri bonus edilizi.

Tali cessioni, come abbiamo già detto in diverse occasioni, sono ferme ormai da tempo. Gli istituti finanziari avrebbero già raggiunto la capienza fiscale massima. Il problema è che molte imprese avevano già anticipato i costi degli interventi e rischiano di fallire pur avendo in pancia migliaia di crediti fiscali. Con gli ultimi provvedimenti, sostanzialmente, viene data la possibilità di estendere la cessione del credito anche ai correntisti (non persone fisiche) degli stessi istituti. Oltre a questo, sono stati ripensati ripensati i limiti delle responsabilità. Vediamo meglio di cosa si tratta.

Superbonus, in cosa consiste a nuova cessione del credito ad una partita IVA?

Grazie al decreto Semplificazioni, sostanzialmente, viene estesa la portata della cessione del credito d’imposta anche ad altri soggetti con partita Iva. In particolare, la norma parla di “correntisti che non siano qualificabili come consumatori o utenti”, che lo potranno ricevere ma che, a loro volta, non potranno cederli nuovamente ad altri soggetti.

In sostanza, adesso, le cessioni del credito potranno arrivare fino a 4:

  • una prima libera;
  • poi massimo altre due verso gli intermediari finanziari;
  • infine, una ulteriore verso i correntisti professionali privati degli intermediari finanziari.

Il dl Aiuti bis, responsabilità limitata

Di recente è stata anche approvata la legge di conversione del decreto Aiuti bis, che, fra gli altri, ha previsto un’importante novità relativa alla responsabilità della cessione dei crediti edilizi.

La norma in questione prevede di delimitare la responsabilità dei crediti soltanto a chi non ha operato con diligenza.

In sostanza, la stessa potrà essere attribuita soltanto a chi ha agito con dolo o colpa grave, con pene davvero severe.

Lo sblocco dei crediti relativo al superbonus 110% vale ben 10 miliardi di lavori e salverà circa 30 mila aziende i cui crediti erano rimanti bloccati.

Quest’ultima norma, a quanto pare, è piaciuta a tutti, anche al Movimento 5 Stelle, da sempre duro sull’operato del governo soprattutto in merito alle ultime vicende legate al superbonus 110 per cento e agli altri bonus edilizi.

Ci si chiede a questo punto se entrambi i provvedimenti appena presentati saranno sufficienti a far ripartire una volta e per tutte l’istituto della cessione dei crediti edilizi, visto che, molte imprese operanti in questo settore, anche a causa di questa vicenda, rischiano di chiudere i battenti per sempre.

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