Cellulare alla guida: si possono presentare i tabulati come prova che scagiona l’automobilista?

Guida per uso del cellulare alla guida: il tabulato delle chiamate può servire come prova per fare ricorso e annullare il verbale di multa?

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Guida per uso del cellulare alla guida: il tabulato delle chiamate può servire come prova per fare ricorso e annullare il verbale di multa?

Se il vigile vi multa per uso del cellulare alla guida ma voi siete sicuri che non eravate al telefono in quel momento e i tabulati telefonici vi danno ragione è possibile non pagare la multa e annullarla? Un caso simile si è verificato qualche giorno fa in Trentino.

Chiedere i tabulati del telefono non serve ad annullare la multa per uso del cellulare alla guida

L’automobilista, contestando la sua innocenza, ha chiesto e ottenuto come prova i tabulati del telefono.

I giudici però non hanno ritenuto il documento sufficiente a smentire il vigile. La sentenza ha confermato la multa sottolineando che, fino a querela di falso, la versione dell’agente si ritiene corretta e affidabile. Il ricorso tramite tabulato è stato respinto e le multa di 165 euro è rimasta valida.

Da subito l’automobilista multato ha obiettato che a trarre in inganno il vigile era stata la sua postura scorretta, con la mano sinistra poggiata sul capo. Un atteggiamento che poteva far pensare a chi guardava da lontano ad una chiamata in corso. Chiedendo i tabulati del suo cellulare ha voluto dimostrare che non era impegnato in una conversazione telefonica (peraltro ricordiamo che può essere multato anche chi usa whatsapp mentre guida e viene sorpreso mentre guarda lo schermo del cellulare anche se non sta parlando al telefono).

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Si potrebbe osservare, peraltro, che il tabulato non sia sempre una prova sufficiente. L’automobilista, infatti, poteva trovarsi ad usare un altro telefono quel giorno e in quel preciso momento. Magari un secondo smartphone a lui intestato (anche se la prova del tabulato era stata fatta sia per quello personale che per quello aziendale) o il cellulare di un passeggero.

Aldilà di questo comunque, se anche avesse ottenuto i tabulati di tutti i familiari, la parola dell’agente in questa circostanza, hanno chiarito i giudici, si ritiene  assistita da fede privilegiata. Ne consegue che “per contestare l’efficacia probatoria del verbale opposto l’unico rimedio è la querela di falso”.

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