Bonus figli: l’assegno unico non conviene sempre. Occhio agli ANF

Per i lavoratori autonomi l’assegno unico è vantaggioso solo con Isee medio – basso. Mentre per i dipendenti l’incremento è fisso.

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L’assegno unico universale destinato alle famiglie è partito il 1 luglio con un boom di domande. Per la prima volta possono infatti beneficiare del bonus per i figli anche i lavoratori finora esclusi dagli assegni per il nucleo familiare (ANF).

Al momento la misura è transitoria ed è finanziata con un fondo che andrà ad esaurirsi il 31 dicembre 2021. Dal prossimo anno, però, l’assegno unico universale andrà a regime per tutti i lavoratori includendo nel bonus anche le detrazioni fiscali per figli a carico.

Assegno Unico e ANF

Per i lavoratori dipendenti dal 1 luglio non è cambiato quasi nulla rispetto a prima, se non l’importo assegnato. Per sei mesi i lavoratori continueranno a percepire gli ANF in busta paga in base alle tabelle Inps valide dal 1 luglio 2021.

I nuovi importi sono però maggiorati in automatico di 37,50 euro per ciascun figlio appartenente al nucleo familiare. E di 55,00 euro per ogni figlio appartenente a nuclei familiari con almeno tre figli minori.

La novità maggiore riguarda invece i lavoratori autonomi, parasubordinati, disoccupati, cassintegrati e tutti coloro che finora erano rimasti esclusi dai sostegni diretti alla famiglia. Per costoro, l’assegno unico familiare è calcolato in base al Isee.

Quanto vale il bonus familiare

Stando alle prime simulazioni e in base ai valori Isee, si scopre che l’assegno unico, in alcuni casi, è penalizzante rispetto alla somma dei singoli bonus familiari. La riforma prevede infatti l’assorbimento nell’assegno unico varie voci, fra cui

  • l’assegno unico erogato dai Comuni;
  • il premio alla nascita (800 euro);
  • il bonus bebè;
  • le detrazioni fiscali per figli a carico;
  • l’assegno ai nuclei con almeno tre figli minori;
  • l’assegno per il nucleo familiare (ANF).

Tutte misure che complessivamente valgono di più dell’assegno unico con Isee alto e meno con Isee medio basso. In pratica, senza addentrarci in calcoli complicati, dalle varie simulazioni di calcolo si scopre che più l’Isee familiare (fino a tre figli) si avvicina alla soglia massima dei 50.000 euro, maggiore è la penalizzazione rispetto a prima della riforma.

Solo al di sotto dei 13.400 euro di Isee vi è un effettivo beneficio per le famiglie rispetto a prima. Mentre fra 13.400 e 28.000 l’impatto è neutro. Al di sopra dei 28.000 si comincia a perdere qualcosa.

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