Bonus casa, proroghe inutili con prezzi alle stelle

Continua l’incremento vertiginoso dei costi delle materie prima per la realizzazione dei lavori edili e ciò continua ad avere effetti negati sui bonus casa

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Bonus casa, proroghe inutili con prezzi alle stelle

Tutti si preoccupano e chiedono della proroga dei bonus fiscali per i lavori sulla casa (su tutti bonus 110 e bonus facciate) ma nessuno si preoccupa di fermare l’aumento sconsiderato dei prezzi delle materie prime necessarie per l’esecuzione dei lavori (dal ferro all’acciaio, dalle attrezzature alla manodopera).

L’aumento, infatti, scoraggiando privati ed imprese alla realizzazione degli interventi, potrebbe rendere inutile la proroga.

I bonus casa prorogati al 2022

La Legge di Bilancio 2022, come si legge del Documento Pogrammatico di Bilancio, prorogherà alle spese 2022 certamente i seguenti bonus casa:

Per il bonus 110 si parla di una proroga alle spese effettuate entro il 31 dicembre 2023 solo per condomini. Sembrerebbero, quindi, rimanere fuori dal bonus 110 le villette. Non si parla, invece, ancora di proroga al 2022 per il bonus facciate che, se così sarà, si applicherà solo fino alle spese sostenute entro il 31 dicembre 2021.

L’aumento dei prezzi

Dopo l’introduzione del bonus 110 (1° luglio 2020) si è verificato un aumento a dir poco vertiginoso delle materie prime necessarie all’esecuzione dei lavori, oltre che delle attrezzature e della manodopera.

Solo come esempio, il prezzo di noleggio per un ponteggio è raddoppiato; il legno ha subito un aumento del 100% e l’acciaio del 130%. Questo significa più costi per l’impresa e preventivi più alti per l’esecuzione dei lavori.

Le conseguenze per i bonus casa

Un cappotto termico sulla casa prima si riusciva a realizzarlo ad un costo che oscillava tra i 30 euro e 40 euro al metro quadro. Oggi, fare questo lavoro significa un prezzo intorno ai 100 euro al metro quadro. Tale fenomeno:

  • ha portato con se in alcuni casi al blocco di alcuni cantieri già aperti (le imprese non riescono a proseguire i lavori in quanto i prezzi pattuiti in precedenza con il committente non sono più praticabili visto che l’aumento dei costi rende notevolmente ridotto il margine di guadagno preventivato);
  • potrebbe portare come conseguenza il blocco nell’avvio di nuovi cantieri in quanto, preventivi alle stelle potrebbero far ripensare gli italiani circa la loro intenzione di ristrutturare casa.

La proroga dei bonus casa, quindi, andrebbe forse seriamente accompagnata, alla fonte, da una politica di contenimento dei costi.

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