Bonus 600 euro, Commercialisti e Consulenti del Lavoro non possono richiederlo in vece dei cittadini

La notizia è di queste ore, a comunicarlo è stata l’Inps. Vediamo meglio di cosa si tratta.

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Il bonus 600 euro di marzo, una delle principali misure del decreto n. 18 del 17 aprile 2020, cosiddetto decreto Cura Italia, non potrà essere richiesto dai Commercialisti o Consulenti Del Lavoro in vece dei loro clienti. A darne comunicazione è stata l’Inps, asserendo che il bonus è una misura di tipo assistenziale, motivo per il quale solamente i patronati sarebbero abilitati all’intermediazione.

 

Bonus 600 euro, si tratta di una misura assistenziale

Secondo quanto comunicato dall’Inps, come già detto, il bonus 600 euro di marzo è da considerarsi come una misura di tipo assistenziale, e non è compito dei commercialisti o Consulenti del lavoro farne richiesta in nome dei propri assistiti.

Gli unici abilitati a farlo sarebbero, dunque, i patronati.

Una doccia fredda, a dirla tutta, inaspettata, soprattutto considerando l’urgenza e la particolarità di questa misura.

Ricordiamo, ad ogni modo, che per poter richiedere il bonus 600 euro è stata predisposta una nuova procedura snella e particolare, leggi: “Bonus 600 euro, domande a partire dal primo aprile: guida alla richiesta del PIN semplificato”.

 

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