Bollo auto, il tutore può chiedere l’esenzione? | La Redazione risponde

L'esenzione del bollo auto, chi può chiederla e quali sono i limiti? Rientra anche il tutore? | La Redazione risponde.

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Bollo auto, il quesito di un nostro lettore:

Buonasera, sono il cognato, nonché tutore, di un ragazzo (si fa per dire) di 56 anni con disabilità riconosciuta al 100% dalla nascita. Ho una macchina di mia proprietà; spesso e volentieri lo accompagno per varie visite o anche per una semplice passeggiata. Arrivando al nodo della questione, vorrei sapere se posso usufruire dell’esenzione della tassa di proprietà.

Attendo vostra gradita risposta, saluti.

Il tutore del disabile, non ha diritto alle agevolazioni fiscali disabili, tranne che non sia un familiare che fiscalmente a carico. Può solo presentare istanze per nome e per conto del disabile, inerenti alla nomina concessa dal giudice tutelare.

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Bollo auto: disabile fiscalmente a carico

Un vincolo indispensabile per potere usufruire dell’esenzione del bollo auto è che il veicolo sia intestato al disabile o alla persona alla quale il disabile è fiscalmente a carico.

Per familiare del disabile si intende: il coniuge, i fratelli, le sorelle, i suoceri, le nuore e i generi, gli adottanti, nonché i figli e i genitori, in mancanza dei quali subentrano i discendenti o gli ascendenti più prossimi.

Per essere ritenuto a carico fiscalmente, il reddito complessivo annuo del disabile deve essere entro la soglia di euro 2.840,51. Quindi, se si supera questo limiti, per fruire delle agevolazioni fiscali disabili le spese devono intestate direttamente al disabile.

Per approfondimento consigliamo di leggere: Bollo auto e legge 104, come chiedere l’esenzione (guida completa con moduli)

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]

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