Aumento bollette non basta: la prossima stangata colpirà le prime case

Dopo il rincaro vertiginoso delle bollette energia elettrica e gas e il caro petrolio, la prossima stangata dovrebbe interessare le prime case.

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Dopo il rincaro vertiginoso delle bollette energia elettrica e gas e il caro petrolio, la prossima stangata dovrebbe interessare le prime case.

Dopo il rincaro vertiginoso delle bollette energia elettrica e gas e il caro petrolio, la prossima stangata dovrebbe interessare le prime case.

Secondo gli esperti, triplicherà il carico fiscale sugli immobili e l’investimento immobiliare sarà aggredito, nonostante fino ad oggi sia stato risparmiato dall’IMU.

L’incremento vertiginoso del prelievo fiscale sulla prima casa comporterà un netto impoverimento del contribuente, il quale non sarà più in grado di accantonare risparmi che gli consentiranno di preservare inalterato il proprio tenore di vita, in particolare dopo il ritiro dal mercato occupazionale.

Anche la stessa Ocse è intervenuta in merito all’incremento vertiginoso del prelievo fiscale sui beni immobiliari:

“non è economicamente sostenibile che si aumenti l’imposizione sugli immobili quando la imposizione sui redditi e sui trasferimenti di ricchezza è alta”.

Investimenti immobiliari: in arrivo la stangata sulla prima casa

Con la Riforma del Catasto e con il conseguente adeguamento delle rendite degli immobili ai valori di mercato potrebbe verificarsi una netta crescita delle imposte sugli asset immobiliari per molti contribuenti italiani.

L’anno 2022 sarà l’anno della stangata: caro bollette energia elettrica e gas e caro petrolio saranno accompagnati dall’aumento delle tasse sui beni immobiliari.

L’obiettivo della riforma fiscale è quello di combattere l’evasione: si stima che si perdano quasi 6 miliardi l’anno per i mancati versamenti da parte dei proprietari degli immobili.

Inoltre, l’Esecutivo Draghi dovrebbe allinearsi ai diktat imposti da Bruxelles, che da anni “bacchetta” l’Italia chiedendogli di adeguare il valore dichiarato degli immobili rispetto a quello del mercato.

Con la Riforma del Catasto ci potrebbe essere:

  • una revisione delle categorie: si potrebbe prevedere la distinzione in immobili ordinari, speciali e coperti dai beni culturali;
  • individuazione degli immobili “fantasma” non iscritti al catasto sui quali non viene pagata alcuna imposta;
  • passaggio dai vani ai metri quadri dell’immobile: potrebbe essere un calcolo più equo.

Riforma Catastale e aumento prelievo fiscale: è giusto?

Secondo il Presidente del sindacato datoriale Unsic, Domenico Mamone, la riforma catastale è illogica. L’incremento degli estimi catastali coinciderebbe con il crollo del valore degli immobili, in particolare dei fondi commerciali danneggiati dalla crisi dei consumi.

L’incremento del prelievo fiscale potrebbe portare a rilevanti penalizzazioni delle nuove generazioni, che erediteranno dai genitori e dai parenti immobili.

Non bisogna dimenticare il fatto che l’aumento vertiginoso della tassazione degli immobili avrebbe ripercussioni negative sullo scenario economico, già indebolito dalla crisi innescata dal Covid-19 e dalla guerra in Ucraina.

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