Assegno invalidità legge 222 per sclerosi multipla, è possibile?

Assegno invalidità legge 222, può richiederlo chi è malato di sclerosi multipla? | La Redazione risponde.

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assegno invalidità legge 222

Assegno invalidità legge 222 per sclerosi multipla, il quesito di un nostro lettore:

Buongiorno, avrei per cortesia un quesito da sottoporle: a mio nipote 2 anni fa è stata diagnosticata la sclerosi multipla in trattamento farmacologico e seguito dal centro dell’ H.S.Raffaele. È stato sottoposto a visita per invalidità dalla commissione Asl, attraverso la quale gli è stata assegnata una invalidità del 50%. Mio nipote lavora come dipendente dei servizi sociali del comune di residenza come assistente sociale e da quando ha questa patologia ha dovuto chiedere una riduzione di orario sotto forma di part time, mi pare a 25 ore settimanali con una riduzione notevole dello stipendio.

Non guida più la macchina perché l’occhio è stato notevolmente danneggiato e spesso ha episodi di diplopia. Le vorrei chiedere se potrebbe rientrare nella legge di invalidità 222. La ringrazio anticipatamente cordiali saluti.

Risposta

Analizziamo come viene accertata la malattia invalidante SM e le linee guida pubblicate dall’INPS per il riconoscimento della malattia come invalidante.

La sclerosi multipla è una malattia caratterizzata da molti e diversi sintomi, da fasi alterne di andamento che possono vedere periodi di progressione o regressione della malattia. La valutazione della malattia non è semplice. L’Inps ha diffuso un documento elaborato in collaborazione con l’Aism (Associazione italiana Sclerosi Multipla), che rende la valutazione della condizione della persona affetta da Sclerosi Multipla, ai fini del riconoscimento non solo dell’invalidità civile, ma anche della disabilità lavorativa (legge 68/99), più semplice.
L’INPS ha prodotto delle nuove linee guida sull’ accertamento di invalidità per snellire le pratiche e su alcune malattie invalidanti valutandone tutti gli aspetti.

Assegno invalidità legge 222, chi ne ha diritto?

L’assegno invalidità regolato dalla legge 222/1984 è una prestazione che può essere chiesta, solo dai lavoratori del settore privato e autonomi. Nel pubblico impiego è possibile essere dispensati dal servizio ed ottenere la pensione di inabilità per: mansione; per proficuo lavoro; per qualsiasi attività lavorativa.

Per ottenere la pensione di inabilità nel settore pubblico, la domanda va fatta all’ASL o Commissioni Mediche di Verifica per il tramite del datore di lavoro pubblico.

Assegno inabilità pubblico impiego

Hanno diritto alla pensione di inabilità, tutti i lavoratori dipendenti pubblici, che abbiano un’inabilità permanente e assoluta, fisica o mentale, a svolgere qualsiasi attività lavorativa. L’inabilità non deve derivare da una causa di servizio. Il lavoratore per poter fare domanda deve avere almeno cinque anni di anzianità contributiva, anche se non sono continuativi, di cui almeno tre devono essere stati versati nei cinque anni precedenti alla cessazione dal servizio.

Pensione Inabilità lavorativa totale, a chi spetta e come chiederla

Conclusione

Il lavoro di suo nipote è un lavoro nel settore pubblico, quindi non ha diritto all’assegno di invalidità legge 222, esiste nel settore pubblico l’assegno di inabilità al lavoro con particolari requisiti, sopra menzionati.

Le consiglio di rivolgersi ad un patronato e far controllare la posizione contributiva di suo nipote e farsi consigliare su cosa fare.

Se hai domande o dubbi, contattami: [email protected]
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