Andare in pensione subito o aspettare un anno? L’importo sale ma si rischia di restare bloccati

Quanto sale la pensione se si decide di lavorare un anno in più. Quando conviene e quando è meglio ritirarsi subito.

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Quanto sale la pensione se si decide di lavorare un anno in più. Quando conviene e quando è meglio ritirarsi subito.

Lavorare di più e andare in pensione un anno dopo conviene? E’ questa la domanda che si pongono un po’ tutti i lavoratori che possono decidere di rinviare l’uscita dal lavoro per prendere qualcosa in più.

Fare dei calcoli a priori che siano precisi per la generalità dei lavoratori è difficile. Troppe sono le variabili che incidono sul calcolo della pensione di un lavoratore. A cominciare dal regime di calcolo (misto o contributivo puro), per finire con l’età anagrafica.

Pensione più alta se si ritarda l’uscita

In linea di massima, però, andare in pensione più tardi comporta avere una pensione più alta. Questo, tuttavia, non sempre è un vantaggio, poiché bisogna fare i conti anche con le aspettative di vita e quindi bisogna mettere in conto il pagamento della pensione per un periodo più breve di tempo.

Oltre a ciò, bisogna vedere quanto realmente conviene lavorare un anno in più per avere una pensione più alta. E se non si corre il rischio di restare bloccati da qualche riforma o cavillo di legge. Soprattutto se si parla di pensioni anticipate.

Un esempio chiarirà meglio questi dubbi. Prendiamo un impiegato con stipendio medio da 30 mila euro all’anno che nel 2022 matura i requisiti per andare in pensione a 67 anni. Posto che abbia versato solo nel sistema contributivo e abbia alle spalle 25 anni di contributi, si ritroverebbe un monte contributivo di 250 mila euro circa. La sua pensione ammonterebbe a 13.930 euro circa.

Quanto sale l’importo se si lavora un anno in più

Lavorando un anno in più, lo stesso impiegato si ritroverebbe un monte contributivo maggiorato di 10 mila euro circa. Sullo stesso sarà applicato un coefficiente di trasformazione migliore e quindi ne deriva una rendita più alta.

La pensione ammonterà a 15.000 euro circa.

Si tratta a tutti gli effetti di un rendimento pari a 1.000 euro in più all’anno. Cifre al lordo che hanno il loro peso solo se non si supera tale soglia, altrimenti il fisco inia ad eroderne i benefici. Fino a 15 mila euro, infatti, si applica l’aliquota Irpef minima del 23%. Oltre tale soglia si va al 27% e poi a salire.

Cosa vuol dire? In pratica la convenienza a lavorare un anno in più val bene per i rediti bassi, ma non per quelli alti. In questo secondo caso, infatti, le tasse si mangeranno il vantaggio di una migliore rendita.

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