REDDITOMETRO

Accertamento fiscale da redditometro, come difendersi

L'accertamento fiscale partirà da marzo 2013 su quei contribuenti il cui rapporto tra reddito dichiarato e spese sostenute subisca uno scostamento del 20%. Quale sarà la procedura da seguire?

di Alessandra Caparello, pubblicato il
L'accertamento fiscale partirà da marzo 2013 su quei contribuenti il cui rapporto tra reddito dichiarato e spese sostenute subisca uno scostamento del 20%. Quale sarà la procedura da seguire?

Accertamento fiscale dal nuovo redditometro 2013. Partiranno da marzo prossimo i controlli per il nuovo redditometro. Come verranno effettuati questi accertamenti fiscali?

 Il redditometro 2013: come funziona

 Da poco attivo il nuovo redditometro 2013 grazie al decreto del Ministero che attua lo strumento di verifica della congruenza tra quanto speso e quanto dichiarato dai contribuenti. I controlli partiranno solo se vi sia una scostamento espresso in percentuale, in particolare del 20%. Ebbene il redditometro si qualifica come la determinazione sintetica del reddito complessivo del soggetto e si fonda sul contenuto induttivo di elementi indicativi di capacità contributiva individuato nelle apposite tabelle redditometro ( si veda il nostro articolo Tabelle redditometro 2013, ecco cosa contengono).  In base al redditometro, il reddito del contribuente viene stimato sulla base delle spese sostenute, della spesa media rilevata dai risultati dell’indagine Istat, da ulteriori spese sostenute dal contribuente e disponibili negli archivi a disposizione del Fisco, come ad esempio l’Anagrafe tributaria.

 I risultati del redditometro

 Incrociando insieme i dati reddituali e le spese del contribuente, ne usciranno fuori quali possibili alternative:

1- una compatibilità tra il reddito dichiarato e le spese,

2-un’incompatibilità tra reddito dichiarato e spese, superiore al 20%.

 Accertamento fiscale da redditometro: quando parte

 In quest’ultimo caso parte l’accertamento fiscale. Spetta all’Agenzia delle Entrate procedere ad effettuate l’accertamento  sul contribuente “preso di mira” dal Fisco.  Innanzitutto le Entrate invieranno a quest’ultimo la comunicazione sull’inizio dell’attività istruttoria preventiva, invitandolo ad un primo confronto per dare chiarimenti. A questo incontro il contribuente dovrà fornire tutti i documenti in suo possesso per giustificare lo scostamento del 20% rilevato con il calcolo redditometro. Proprio il confronto con l’Agenzia delle entrate, negli uffici periferici competenti territorialmente, è lo snodo principale dell’accertamento fiscale.

 Accertamento fiscale: l’onere della prova

 Nell’incontro con gli 007 del Fisco il contribuente “attenzionato” dovrà dimostrare che le spese effettuate sono state sostenute con redditi diversi da quelli posseduti nel periodo d’imposta preso a riferimento dal nuovo redditometro 2013. Qui entrano in gioco diverse strategie difensive. Ad esempio il contribuente può provare che l’acquisto di una casa sia stato finanziato dai genitori o  per un viaggio, non sono state sostenute spese per l’alloggio perché ospite di terze persone. L’ufficio delle Entrate deve acquisire tutte le informazioni che fornisce il contribuente ed effettuare gli opportuni controlli. ( Si veda anche il nostro articolo Redditometro 2013, a chi spetta l’onere della prova?). Qualora le giustificazioni addotte siano insufficienti, l’ufficio predispone un invito al contraddittorio per il contribuente, indicando la data di comparizione. Si attua così il contraddittorio, il fulcro dell’accertamento fiscale che può terminare, se il contribuente ha torto,  nella chiusura della vertenza con la liquidazione delle spese a completo carico del contribuente oggetto dell’accertamento fiscale da redditometro.

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Argomenti: redditometro

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