Redditometro 2013, a chi spetta l’onere della prova?

Spetta al contribuente provare la coerenza tra quando dichiarato e quanto speso, anche se una recente sentenza della Cassazione afferma il contrario, mentre Befera difende il suo redditometro 2013

di Redazione InvestireOggi, pubblicato il
Spetta al contribuente provare la coerenza tra quando dichiarato e quanto speso, anche se una recente sentenza della Cassazione afferma il contrario, mentre Befera difende il suo redditometro 2013

Redditometro 2013  in avanzamento. Il nuovo redditometro edizione 2012-2013 sta partendo dopo la pubblicazione del decreto che dà il via libera al nuovo strumento di verifica della corrispondenza tra il reddito dichiarato e le spese sostenute del contribuente, includendovi voci di spesa finora non toccate, quali le spese quotidiane per i genri alimentari, abbigliamento, palestra, istruzione, ecc

Redditometro 2013: come funziona

Tramite lo strumento di autoanalisi offerto dal software Redditest, ogni contribuente potrà da solo verificare la corrispondenza tra quanto dichiarato e quanto speso, il tutto fino ad arrivare agli inizi di marzo quando gli 007 del Fisco, sulla base dei dati raccolti, potranno procedere ai controlli e stilare una lista di potenziali evasori fiscali.  I controlli fiscali scatteranno quando ci sarà uno scostamento tra dichiarato e speso del 20%.

Difesa dal redditometro 2013: l’onere della prova sul contribuente…

In tal caso il contribuente sarà “invitato” a presentarsi negli uffici dell’Amministrazione finanziaria e giustificare lo scostamento in oggetto. In merito si precisa che l’onere della prova che il proprio reddito è congruo rispetto a quanto dichiarato e speso è in capo al contribuente. Dovrà quindi, in sede di contradditorio, presentare, carte alla mano, quei documenti che giustificano le sue spese: dallo scontrino per quelle scarpe nuove, alla ricevuta della retta in palestra, fino a quella dell’estetista. (Per maggiori dettagli si veda il nostro articolo Redditometro 2012 al via oggi.Quali documenti vanno conservati?).

..o sull’Amministrazione finanziaria?

Proprio in riferimento all’onere della prova, si segnala una recente sentenza della suprema Corte di Cassazione, la n. 23554/12, secondo cui l’accertamento sintetico, sia quello vecchio sia quello nuovo previsto dal Decreto legge n. 78/10, determina, con presunzioni semplici, il reddito complessivo del contribuente. Perciò l’onere probatorio ricadrebbe per primo sul Fisco, secondo gli Ermellini. Una contraddizione bella e buona che potrebbe procurare non pochi problemi in sede di accertamento.

Accuse al redditometro 2013: la difesa di Befera

Ma le polemiche sul nuovo redditometro 2013 non si placano. Delle ultime ore la presa di posizione del direttore delle Entrate, Attilio Befera, che difende a spada tratta la sua “creatura” dalle accuse mosse da più parti sul fatto che il redditometro andrebbe a colpire indistintamente onesti e disonesti. “Il nostro redditometro consiste in una procedura informatica che, incrociando banche dati e utilizzando con estrema cautela indicatori di tipo statistico” dice Befera – “punta a individuare, con la maggiore attendibilità possibile, il grado di correlazione fra il reddito che emerge dalle dichiarazioni fiscali di un soggetto e la sua capacità di spesa, quale risulta invece dai dati di cui il fisco dispone. Nell’armamentario delle rampogne” – continua il direttore in una missiva indirizzata ad uno noto quotidiano nazionale – “ non poteva ovviamente mancare la solita accusa che il redditometro farebbe parte di una strategia più generale volta a colpire la ricchezza e i suoi simboli. L’accusa non ha letteralmente senso” –sottolinea Befera – “il gettito è tanto più alto quanto più i cittadini guadagnano ed è assurdo quindi che il fisco intenda combattere la ricchezza”. Befera in sostanza non ci sta alle accuse mosse contro il nuovo redditometro 2013. “Benché sia trito e noioso continuare a ripeterlo, la funzione del redditometro è quella di intercettare ipotesi di scostamento assai rilevanti tra il reddito che una persona dichiara al fisco e la capacità di spesa che dimostra invece di avere nei fatti. Ipotesi di scostamento che vanno sottoposte poi a un doppio vaglio procedurale, per accertarne – in contraddittorio con gli interessati – la reale fondatezza. È una tecnica per individuare casi reali di «spudorata evasione fiscale»”.

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Argomenti: Redditometro

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