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EU Inc: il 28° regime ancora incompleto per competere con USA e UK

Eu Inc è il 28° regime per le imprese che vogliono superare i limiti legislativi e burocratici nell'UE e può giovare alla competitività.
18 Marzo 2026
Eu Inc, il 28° regime pensato per la competitività
Eu Inc, il 28° regime pensato per la competitività © Investireoggi.it

Il percorso che porterà all’approvazione è appena iniziato e solo il tempo ci dirà se si sarà trattato di una rivoluzione vera o l’ennesima mancata nell’Unione Europea. Si chiama Eu Inc. ed è il 28° regime pensato per sostenere la competitività delle imprese nell’area, che vi potranno fare affidamento in maniera del tutto facoltativa. L’obiettivo è di superare la frammentazione delle regole burocratiche in fase di avvio e delle legislazioni nazionali sulla governance.

Eu Inc. nasce da Rapporto su competitività

Fu il Rapporto di Mario Draghi ed Enrico Letta sulla competitività ad avere per primo fatto riferimento a questa opportunità.

Le imprese che lo desiderassero, potrebbero aderire ad un regime diverso da quello di qualsiasi stato appartenente all’UE. A gennaio di quest’anno, la Commissione europea aveva annunciato la presentazione di un testo a tale riguardo per la giornata di oggi. E se inizialmente l’idea era di confinare la novità alle sole startup, successivamente è emersa l’esigenza di renderla disponibile a tutte le imprese per evitare il flop.

Ecco di preciso come funzionerebbe l’Eu Inc. Viene data vita a una nuova forma societaria a responsabilità limitata, definita Societas Europaea (S.Eu). Gli aderenti potranno effettuare il disbrigo delle formalità burocratiche per la costituzione in sole 48 ore al massimo e al costo di 100 euro. E cosa non meno importante, la pratica sarà gestita completamente online. Solo nel caso in cui si rendesse necessaria la presenza fisica (vedi sospetto di furto d’identità), l’avvio non sarebbe del tutto digitalizzato.

Superata frammentazione legislativa nazionale

Una volta che l’impresa ha adottato la veste di Eu Inc., può operare in tutti i 27 stati comunitari senza presentare su ogni mercato richieste di autorizzazioni. Lo snellimento sarebbe tale da accrescere la competitività, specie in un mondo dominato oramai da giganti economici come Stati Uniti e Cina con relativi mercati domestici di grosse dimensioni. Il 28° regime servirebbe, quindi, per fare tabula rasa delle peculiarità nazionali. Finora, Bruxelles aveva perseguito l’obiettivo troppo ambizioso di ridurre la frammentazione legislativa e regolamentare tra gli stati.

Operazione impossibile, per via delle peculiarità culturali, storiche ed economiche esistenti.

Il passo in avanti c’è tutto, ma non su tutto. Il 28° regime non riguarderà temi estremamente importanti per un’impresa come fisco e lavoro. Su questi le legislazioni resteranno nazionali. Eu Inc. riguarderà essenzialmente l’iter burocratico e la governance, ossia le norme che regolano la composizione degli organismi societari fino alla disciplina delle assemblee dei soci. Ribadiamo che l’adesione sarà su base volontaria e non sostituirà, quindi, le forme societarie ad oggi presenti nei 27 stati comunitari.

28° regime passo avanti, da solo insufficiente

Ovvio il requisito della sede in uno dei 27 stati UE. Dunque, un’impresa che volesse abbattere costi e tempi per la sua costituzione formale e/o che volesse operare su più mercati comunitari, verosimilmente dal prossimo anno godrà di un’opzione semplice ed economica.

Basta questo per affermare che Eu Inc. abbatterà il gap di competitività con USA, Cina e altre economie mondiali? La risposta è negativa. In primis, perché abbiamo spiegato che il 28° regime non è autonomo sul piano delle leggi fiscali e del lavoro. E questo è già un limite. Le alte aliquote mediamente applicate sui profitti sono una delle ragioni per cui l’UE non riesce ad attirare capitali.

Dopodiché, hai voglia di incentivare le imprese all’Eu Inc., se poi l’ecosistema normativo sul piano comunitario resta improntato all’iper-regolamentazione e all’imposizione di costi inutili. Basti guardare a quanto accade in questa fase con le aste ETS. Sebbene incidano sul costo dell’energia, neanche in una fase critica come questa l’UE sta riuscendo a rimetterne in discussione meccanismo ed esistenza stessa. Il 28° regime risulterà un’opzione preferibile particolarmente per le imprese che nascono in contesti poco “business friendly” come l’Italia. D’altra parte, queste si troveranno ad operare in un ambiente complessivo quasi uguale a quello di tutte le altre imprese. Serve semplificare, sgravare e guardare con occhi benevoli chi investe. A Bruxelles come nelle capitali.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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