‘Tassate i ricchi’, così Alexandra Ocasio-Cortez guida la fronda anti-Biden

Alexandra Ocasio-Cortez si è fatta notare al Met Gala di questa settimana con un abito con su scritto "Tassate i ricchi"

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Alexandra Ocasio-Cortez al Met Gala di New York

Il Met Gala di New York è l’evento che apre il calendario annuale della moda nella Grande Mela. Si tiene ogni primo lunedì di maggio presso il Metropolitan Museum of Art, ma l’anno scorso la manifestazione fu soppressa per il Covid e quest’anno è stata rinviata a questo lunedì 13 settembre. Per l’occasione è stata inviata anche la giovane deputata democratica Alexandra Ocasio-Cortez, nota in sigla come AOC. Prezzo del biglietto d’ingresso: 35.000 dollari. Non è stato il primo politico a presenziare. Nel 2001, ad esempio, ci andò Hillary Clinton.

Il tema in oggetto di quest’anno era “In America: A Lexikon Of Fashion”. In pratica, un’occasione per rispolverare i valori fondanti dell’America. E AOC ha fatto rumore, presentandosi con un abito firmato da Brother Vellies tutto bianco e con una grossa scritta in rosso di dietro “Tax The Rich” (“Tassate I Ricchi”). La casa di moda è a capo di “15 Percent Pledge”, un’iniziativa che preme sui commercianti, affinché acquistino almeno il 15% dei prodotti da società gestite da neri.

AOC è nota per le sue posizioni progressiste. Ha 32 anni ed è il membro più giovane del Congresso, eletta nel 2018. Di origini portoricane, fa parlare spesso di sé per le sue posizioni molto radicali. E’ considerata una democratica socialista, termine che in America sfiora l’insulto. Si batte per aumentare la tassazione sui redditi più alti ed è diventata un riferimento per quella sinistra progressista stanca di un partito poco incline a riforme sociali drastiche. Di lei, Donald Trump disse qualche anno fa che l’avrebbe presa volentieri in squadra per il suo modo molto vivace di fare politica e farsi notare.

Alexandra Ocasio-Cortez spina nel fianco di Biden

Sta di fatto che da cameriera ha scalato il partito e oggi è una “democrat” tra le più temute dall’amministrazione Biden, in quanto potenziale sfidante alle primarie nel 2024.

AOC non è certo un caso isolato. Il governo ha studiato un piano per rilanciare gli investimenti pubblici di 3.500 miliardi nel corso di un decennio, ma al Senato rischia di non vederselo approvato. Dispone di una maggioranza risicata e parte dei democratici minaccia di non votare il provvedimento, se non otterrà un tetto di 10.000 dollari alle detrazioni fiscali ammesse sui redditi sottoposti a tassazione da stati ed enti locali.

In pratica, la sinistra più progressista vuole alzare la pressione fiscale sui redditi alti. Il presidente Joe Biden, un moderato, teme che questa linea alieni i consensi per il suo governo e il partito. Ha accettato, però, di alzare l’imposta sugli utili. L’amministrazione Trump l’aveva abbassata dal 35% al 21%, mentre adesso i democratici si sono accordati per incrementarla al 26,5%. Inoltre, stanno spingendo per imporre un’aliquota minima globale del 15-20%, così da porre fine alla fuga verso i paradisi fiscali da parte delle multinazionali.

AOC può sembrare un politico stravagante e al limite del ridicolo, ma in questa fase di smarrimento e di polarizzazione politica nel mondo per l’impatto della pandemia sull’economia, trova consensi crescenti a sinistra. Una sorta di ritorno al passato del “tassa e spendi”. Un mix tra socialismo e ambientalismo, che sta già avendo i suoi proseliti in Europa. Le imminenti elezioni federali in Germania dovrebbero confermare la vittoria di socialdemocratici e la netta avanzata dei Verdi.

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