Salasso coronavirus sulle vacanze: rischio rincari, perchè viaggiare costerà di più

Con il turismo in crisi, aumenta il rischio per i rincari che riguarderanno spiagge, hotel ma anche aerei e traghetti.

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Con il turismo in crisi, aumenta il rischio per i rincari che riguarderanno spiagge, hotel ma anche aerei e traghetti.

Dopo le ultime riaperture e la ripresa di tutte le attività commerciali iniziano a sorgere i primi problemi relativi a rincari ed aumenti dei prezzi nel settore del turismo. Solo pochi giorni fa si era parlato dei rincari legati a generi alimentari e caffè nei bar, poi della tassa covid, un contributo inserito negli scontrini di alcune attività commerciali. Gli aumenti dei prezzi però, sembrano coinvolgere anche il settore delle vacanze e turismo. 

Estate con rincari per le vacanze? 

Gli italiani non sembrano voler rinunciare alle vacanze, quest’anno si faranno in Italia per una larga fetta. Le associazioni dei consumatori però pongono l’attenzione su un possibile aumento dei prezzi causato da vari fattori. Il primo è quello del distanziamento degli ombrelloni in spiaggia e il limite alle presenze negli stabilimenti balneari, il secondo è legato alle minor presenze nei ristoranti e forse anche nelle strutture ricettive. La conseguenza è che una vacanza può arrivare a costare anche il 20 per cento in più rispetto allo scorso anno. Le ultime indagini sulle vacanze estive sembrano confermare che il 90 per cento di chi viaggerà rimarrà in Italia. Secondo una ricerca di Facile.it, mUp research e Norstat, chi potrà viaggiare e non avrà a disposizione una seconda casa però, rischia di trovarsi davanti prezzi molto alti a causa dei costi a cui strutture ricettive, stabilimenti e ristoranti dovranno sostenere per garantire le norme di sicurezza. Il salasso sui viaggi potrebbe già iniziare dai voli aerei, che dovendo far rispettare rigide norme di distanziamento sociale a bordo potrebbero prima o poi costare di più, senza poi contare i costi delle spiagge, ristoranti e hotel, villaggi e B&B proprio come una catena.

Gli aumenti dovrebbero riguardare anche i trasporti, quindi appunto aerei e traghetti. 

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Perché forse aumenteranno i prezzi dei viaggi

Per le famiglie che quest’anno vogliono andare in vacanza e hanno un Isee che non supera 40mila euro, il governo ha messo a disposizione il bonus vacanze che però non è utilizzabile se si prenota tramite le piattaforme online come booking. 

Secondo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione nazionale consumatori “Il rischio è che i maggiori costi di gestione legati al Covid, come le spese di sanificazione, i mancati guadagni durante il lockdown e i minori ricavi dovuti al distanziamento sociale, siano trasferiti sui futuri clienti. Se questo, malauguratamente, avvenisse, la spesa media giornaliera pro capite per una vacanza trascorsa in Italia, in esercizi ricettivi (alberghieri e extra-alberghieri), per il trimestre luglio settembre, stimiamo possa passare da 74 ad 81 euro, con un rialzo di 7 euro al giorno e un incremento percentuale di circa il 9,5%. La spesa media giornaliera pro capite per una vacanza trascorsa in esercizi alberghieri, per il trimestre luglio settembre, stimiamo possa passare da 97 ad 107 euro, con un rialzo di 10 euro al giorno e un incremento percentuale del 10,3%”. 

Gli aumenti insomma sono probabili e lo ha fatto notare anche Antonio Capacchione, presidente della Sib, il quale ha spiegato che la domanda internazionale quasi assente e quella interna dimezzata contando i costi a cui le spiagge dovranno far fronte per mantenere distanze e sicurezza, potrebbero appunto causare degli aumenti in alcuni stabilimenti. Secondo Federalbergi Roma invece, i prezzi delle strutture ricettive potrebbero aumentare se torneranno i turisti stranieri cosa che al momento non appare plausibile, quindi i prezzi in realtà potrebbero addirittura scendere.

Tornano all’indagine di Facile.it da mUp Research e Norstat è emerso che il 55,2% degli italiani ha dichiarato che non partirà per le vacanze, un numero molto alto motivato non solo dalla paura del contagio ma anche dall’impossibilità economica.

Circa 1,5 milioni di italiani poi dovrà lavorare perché messi in ferie forzate durante il covid. Dalla ricerca è emerso che il 78,3% degli intervistati andrà in vacanza in auto di proprietà o noleggiata oppure in camper o roulotte. Il 12,4% andrà in vacanza in aereo e l’11,1% il treno e nave. 

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