Più tifosi allo stadio in Serie A, ma all’estero il calcio italiano non attrae nemmeno con CR7

L'appeal della Serie A all'estero resterebbe scarso, nonostante l'arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juve e un campionato più animato. Guai per i diritti fuori dall'Italia, rivelatisi troppo costosi.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
L'appeal della Serie A all'estero resterebbe scarso, nonostante l'arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juve e un campionato più animato. Guai per i diritti fuori dall'Italia, rivelatisi troppo costosi.

Sono numeri positivi quelli che emergono dal monitoraggio delle prime 6 partite del campionato di Serie A di Transfermarkt. Il numero dei tifosi allo stadio continua a salire e mediamente in questo inizio di stagione 2018/2019 è risultato pari a una media di quasi 25.200, in crescita dell’1,7% rispetto alla media dell’intera stagione passata. E si consideri che il dato sarebbe stato intorno ai 26.000, se la capienza massima disponibile al San Paolo di Napoli fosse rimasta inalterata, cosa che non è a causa di lavori di ristrutturazione in corso. E la squadra partenopea accusa inevitabilmente il colpo, perdendo quasi un terzo dei suoi tifosi in media (-32,3%), scivolando così dal terzo al settimo posto in classifica e crollando da 43.000 a meno di 30.000 spettatori presenti per partita. A dominare restano le squadre milanesi, con l’Inter a migliorare il risultato dello scorso anno e salendo a una media di oltre 62.600 presenze per partita, segnando un aumento dell’8,9% rispetto alla media dell’intero 2017/2018. A seguire sempre il Milan di Rino Gattuso con quasi 54.400 spettatori e una crescita del 3,2%. A quanto pare, gli animi rossoneri non si sono fatti fiaccare dalla burrascosa estate trascorsa in preda al rischio di esclusione dalla Europa League e non hanno potuto che valutare bene l’arrivo di Gonzalo Higuain in rosa.

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Il podio è completato dalla Roma con quasi 40.200 spettatori, pur in calo di quasi il 7% rispetto alla stagione scorsa, seguita dalla Juventus, che beneficia di poco dell’effetto Ronaldo, segnando un aumento delle presenze dello 0,7% a circa 39.600, non fosse altro che per la bassa capienza dello stadio torinese con meno di 41.500 presenze al massimo. Quinto posto per la Lazio con 33.750, +3,6%. Le prime 5 squadre continuano a portare sugli spalti più del 46% del totale dei tifosi della Serie A.

Effetto Ronaldo agli spalti, non all’estero

Il campionato italiano quest’anno è diventato ben più allettante. Da un lato, l’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juve, impensabile fino a poco prima, dall’altro il passaggio di Higuain al Milan. E che dire delle voci di un interessamento del Real Madrid per Mauro Icardi, l’attaccante dell’Inter, considerato un fuoriclasse di livello mondiale? Florentino Perez sarebbe disposto a sborsare 150 milioni per strapparlo alla società nerazzurra di Suning, 40 in più del cartellino. Tuttavia, l’appeal della Serie A all’estero resterebbe scarso, almeno in relazione ai costi. L’americana Img ha acquistato i diritti per 340 milioni a stagione per le 3 stagioni 2018-2021, praticamente raddoppiando i ricavi incassati dalla Serie A sul fronte dei diritti fuori dal mercato domestico. Tenendo conto degli altri costi sostenuti (costi tecnici di ricezione per 13,6 milioni, diritti di trasmissione delle partite sui siti di betting per 12 milioni, diritti di archivio dei club per altri 12 e investimenti promozionali garantiti alla Lega per 8), l’esborso complessivo sale a 385 milioni a stagione. Peccato che l’intermediario ad oggi sia riuscito a vendere i diritti raccogliendo solo 280 milioni per la stagione in corso, oltre 100 in meno di quanto sarebbe necessario solo per coprire i costi.

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In altre parole, il campionato di calcio italiano resterebbe poco appetibile fuori dai nostri confini, nonostante dalla seconda posizione in giù si stia rivelando ben più avvincente che in passato e lo stesso cammino dei top club nelle competizioni europee ultimamente appaia più solido (vedi Juve, Napoli, Roma e Inter). Ma avremmo chiesto troppo, come segnala anche la lunga vicenda relativa alla cessione dei diritti domestici, spia di un mercato indisponibile a pagare il totale delle 380 partite in palio a stagione per cifre anche solo prossime al miliardo. Vedremo nei prossimi mesi se il giudizio dell’utenza muterà o se l’effetto CR7 si sarà rivelato effimero ai fini dell’appeal dell’intera Serie A. Ad oggi, sembra abbia portato bene agli stadi, nella speranza che anche gli abbonati ai pacchetti pay TV e OTT stiano crescendo in Italia e all’estero.

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Argomenti: Economia nel pallone