Messi all’Inter, cosa c’è di vero? Ecco numeri e fatti per capirlo

L'attaccante argentino del Barcellona si vocifera che potrebbe lasciare i blaugrana e a Milano c'è eccitazione per la notizia che il padre cerca casa in Italia.

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L'attaccante argentino del Barcellona si vocifera che potrebbe lasciare i blaugrana e a Milano c'è eccitazione per la notizia che il padre cerca casa in Italia.

C’è eccitazione negli ambienti della tifoseria nerazzurra e non certo per i recenti risultati in campo della squadra allenata da Antonio Conte. Jorge Messi, padre di Lionel, sta cercando casa in Italia e per l’esattezza nella zona di Milano. La notizia ha fatto il giro del web, perché molti l’hanno appresa come un forte indizio del possibile trasferimento dell’attaccante argentino all’Inter. Sarà vero? Per il momento, la decisione di Messi senior di comprare casa in Lombardia sarebbe legata esclusivamente a ragioni fiscali. Probabile, cioè, che l’uomo voglia approfittare della legislazione di favore con cui dal 2017 si consente ai cittadini stranieri che trasferiscano la residenza in Italia di pagare un’imposta fissa di 100.000 euro all’anno sui redditi esteri.

Lo stipendio di Messi al Barcellona e perché per l’Inter il sogno non è impossibile

Sogno svanito? Non così presto. C’è, infatti, che Lionel Messi al Barcellona non si trovi affatto a suo agio. Non ha digerito bene la cacciata di Ernesto Valverde come allenatore, non ha stretto un buon rapporto con l’attuale tecnico Quique Setien, né con il presidente Josep Maria Bartomeu e ci sono stati un paio di episodi che hanno incrinato il rapporto tra dirigenza blaugrana e calciatori. Tempo fa, il direttore sportivo Eric Abidal ha scaricato sui giocatori le responsabilità sui magri risultati sportivi in campionato e Champions League, mentre successivamente si è scoperto che lo stesso Barça abbia finanziato una società, che attraverso profili social ha cercato di screditato diversi giocatori della squadra, tra cui proprio Messi e la moglie Antonella Roccuzzo.

Basta questo a ipotizzare che Messi lasci la Spagna? E verrebbe proprio all’Inter? Nel 2017, l’argentino ha stipulato un rinnovo contrattuale per 4 stagioni e valido, quindi, fino al 30 giugno 2021.

Lo stipendio netto è di 50 milioni di euro a stagione. La clausola rescissoria è stata fissata alla cifra monstre di 700 milioni. Può essere evitata nel caso in cui entro il 31 maggio di ogni anno, il giocatore comunichi alla società l’intenzione di andare. Dunque, per la prossima stagione non sarebbe possibile l’addio consensuale e l’Inter di certo non sborserebbe una cifra così folle per accaparrarsi l’attaccante. In più, nel 2021 si terranno le elezioni per il rinnovo delle cariche sociali (il Barça è in mano ai tifosi) e se Bartomeu non fosse riconfermato, l’umore di Messi migliorerebbe.

I numeri dell’Inter

Tra due stagioni, però, le cose potrebbero cambiare. Se entro il 31 maggio 2021, Messi decidesse di non rinnovare il contratto con il Barcellona, l’Inter potrebbe prenderselo a un costo di cartellino zero, anche se dovrebbe mettere mano al portafogli per una cifra elevatissima. Solo per garantirgli uno stipendio invariato, ad esempio, dovrebbe addossarsi un costo di poco inferiore ai 69 milioni a stagione. Invece, se il giocatore si accontentasse, anche data l’età (tra un anno compirebbe 34 anni) di uno stipendio netto solo superiore a quello di Cristiano Ronaldo, suo rivale in campo, l’esborso scenderebbe di molto: con 35 milioni netti, sarebbe sopra i 48 milioni.

E dire che il calcio italiano può avvalersi della fiscalità di vantaggio prevista dalle normative sin dal 2018, con l’imposizione IRPEF a gravare su metà degli stipendi dei lavoratori che trasferiscano la residenza in Italia per almeno un biennio. L’Inter ha chiuso il bilancio 2018/2019 in rosso di 48,4 milioni e ricavi per 417 milioni, che al netto del “player trading” (calciomercato) risultano di 373,2 milioni. Quanto ai costi, quelli relativi agli stipendi dei giocatori ammontavano a 118 milioni, a cui si sommano quasi 85 milioni di ammortamenti. Con l’eventuale maxi-assegno da staccare per Messi, ceteris paribus, la massa dei soli stipendi dei calciatori inciderebbe per oltre i due terzi dei ricavi operativi, una percentuale di allarme per i parametri UEFA.

Due anni fa, però, scrivevamo un po’ le stesse cose sull’affare CR7 alla Juve. La sola ragioneria non racconta tutta la verità sulle possibili mosse delle squadre. L’acquisto di un giocatore tra i più forti al mondo e sei volte pallone d’oro rinvigorirebbe sia gli obiettivi sportivi che quelli commerciali, sostenendo il marketing, gli stessi botteghini e consentendo alla società di Suning di ambire ai maggiori successi anche in Champions. Per non parlare degli effetti positivi per tutto il campionato italiano, ricreandosi sui campi di calcio della Serie A lo storico scontro Messi-Ronaldo andato in scena per anni alla Liga. E la Lega ringrazierebbe, con l’asta per i diritti TV da tenersi agli inizi del 2021 e ad oggi percepito come un appuntamento tutt’altro che facile in tempi di Covid. Ma se Messi arrivasse a Milano, lo sapremmo con ogni probabilità solo dopo che i diritti saranno stati assegnati per il triennio 2021/2024.

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