L’omosessualità è una malattia? In Brasile, sì: ecco le motivazioni

Un giudice brasiliano ha approvato la "terapia di conversione" per le persone gay: ecco le info in merito e le polemiche a seguito di tale decisione.

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Un giudice brasiliano ha approvato la “terapia di conversione” per le persone gay. Tale decisione però ha suscitato moltissime polemiche anche perché una circolare del 1999, emanata dal Consiglio Federale Brasiliano, impediva agli psicologi di offrire dei trattamenti di cura alle persone gay dato che essi non avevano alcun fondamento scientifico.

L’omosessualità può essere curata? Ecco cosa dice una sentenza

Il Giudice Federale di Brasilia ovvero Waldemar de Carvalho ha approvato la “terapia di conversione” o come tutti la chiamano “terapia antigay” proposta dalla psicologa evangelista il cui nome è Rozangela Justino. Ricordiamo anche che, alla stessa, era stata anche revocata la licenza nel 2016 in quanto aveva affermato che l’omosessualità è “una malattia” ed aveva offerto ai suoi pazienti omosessuali una “terapia di conversione sessuale”. La Justino, in un’intervista del 2009 al quotidiano brasiliano “Folha de Sao Paulo”, aveva comunicato il medesimo pensiero ed aveva aggiunto che l’omosessualità poteva essere curata seguendo una guida religiosa. Quella guida era lei in quanto si sentiva guidata da Dio per aiutare le persone con tale orientamento sessuale.

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Le polemiche per la sentenza

Gli attivisti gay ed anche le celebrità brasiliane hanno immediatamente condannato tale decisione ed impugnato la sentenza. E’ intervenuto anche il Consiglio Federale di Psicologia che ha affermato che tale sentenza apre la strada al possibile uso di terapie di reversione sessuale. Il Consiglio, poi, ha promesso che farà immediatamente ricorso a tale sentenza mentre il presidente Rogèrio Giannini ha dichiarato al tabloid The Guardian che la decisione di Waldemar de Carvalho è a suo parere assurda. L’omosessualità in Brasile purtroppo è osteggiata dalle comunità dei conservatori e dei cristiani che non sono per nulla d’accordo con le politiche progressiste messe in atto dal Governo per rendere il Brasile un paese all’avanguardia dato che è una delle nuove economie emergenti in crescita.

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Cosa ne pensano le star brasiliane?

Molte star brasiliane, intanto, hanno espresso la loro ira per la decisione del giudice federale sui social network.

Il cantante Sangalo ha scritto su Instagram che i veri malati sono quelli che credono in questa grande assurdità mentre la pop star Amitta ha comunicato che le autorità continuano a perdere tempo annunciando che l’essere omosessuali è una malattia mentre il paese deve vedersela con la corruzione, la fame e con le non-opportunità.

La situazione del Brasile

La comunità LGBT del Brasile è molto preoccupata che tale sentenza possa far tornare il loro paese indietro di decenni per quanto riguarda il tema dei diritti civili. Il verdetto di de Carvalho è giunto a seguito delle decisione della Banca Santander di Porto Alegre di annullare una mostra d’arte queer ovvero sulla diversità di gender perché definita blasfema e pedofila da gruppi di cristiani evangelici e dimostranti di destra. In Brasile il clima sui diritti civili sta cambiando radicalmente in quanto è in crescita la comunità evangelica che difende i valori della famiglia tradizionale e quindi quelli in cui la famiglia è formata da uomo e donna. Proprio per questo gli attivisti gay temono che la sentenza possa rovesciare le politiche progressiste portate avanti da Parlamento e dal governo del Brasile negli ultimi anni.

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