L’America è la metà delle esportazioni europee e il 90% di quelle cinesi

L'America rappresenta la metà delle esportazioni nette della UE e il 90% di quelle cinesi. La richiesta del presidente Trump di relazioni commerciali più eque non va accolta con ironia, segnalando un tema serissimo e per noi vitale.

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L'America rappresenta la metà delle esportazioni nette della UE e il 90% di quelle cinesi. La richiesta del presidente Trump di relazioni commerciali più eque non va accolta con ironia, segnalando un tema serissimo e per noi vitale.

Le tensioni commerciali tra USA e Cina si stanno prendendo una pausa, dopo che la temperatura tra le prime due economie mondiali era salita ai massimi livelli con l’arresto della figlia del fondatore di Huawei, il colosso cinese dei telefonini, nel mirino di svariati governi occidentali per la presunta opera di spionaggio portata avanti ai danni dell’industria concorrente.

L’America di Donald Trump continua a reclamare relazioni commerciali più eque (“fair”), minacciando altrimenti l’imposizione di dazi sulle merci e i servizi importati. Il discorso vale particolarmente per Pechino, ma nel mirino c’è anche l’Unione Europea, come dimostrano i casi dell’acciaio e dell’alluminio, così come l’arrivo ventilato di tariffe più alte sulle sue auto.

Per capire l’importanza che ha l’America come mercato di sbocco per le altre principali economie, abbiamo fatto qualche calcolo, partendo dai saldi commerciali delle bilance di USA, UE e Cina nel decennio 2008-2017. La UE ha accumulato nel periodo un avanzo di 1.516,6 miliardi di dollari. A tale proposito, chiariamo che abbiamo convertito in dollari i dati annuali sulla base dei tassi di cambio medi di ogni anno. Nello stesso decennio, l’America accumulava un passivo totale di 4.429,1 miliardi di dollari, mentre la Cina registrava un avanzo di 3.226,7 miliardi.

Di sotto, il grafico indica l’andamento anno per anno di ciascuna delle tre economie:

*i dati del 2018 coprono solo i primi 9 mesi per la UE e i primi 10 per gli USA.

La bilancia commerciale americana si mostra cronicamente negativa, mentre quella europea è passata dal segno meno al segno più sin dal 2011, registrando surplus (in euro) praticamente sempre crescenti. Analogo l’andamento dei saldi cinesi. Senonché, proprio i passivi della prima hanno sostenuto gli attivi delle altre due grandi economie. In effetti, andando a spulciare i dati del Dipartimento del Commercio USA, scopriamo che nel decennio dalla UE sono stati importati merci e servizi per un controvalore di 736,4 miliardi di dollari in più rispetto a quanti ne sono stati esportati nella UE stessa.

Con la Cina, le relazioni sono state ancora più sbilanciate, dato che l’America ha cumulato con essa un disavanzo di ben 2.905,1 miliardi tra il 2008 e il 2017.

Ne consegue che i disavanzi americani sono stati generati per circa un sesto (16,6%) dalla UE e per quasi i due terzi (65,9%) dalla Cina. Per contro, le esportazioni nette verso gli USA hanno pesato per il 48,6% del totale di quelle UE del periodo e per il 90% di quelle cinesi. In pratica, senza l’America le esportazioni nette europee sarebbero scese a poco più di 780 miliardi e quelle cinesi sarebbero crollate ad appena 321,6 miliardi, sempre nel totale del decennio. Infine, la Cina ha sfoggiato un avanzo commerciale anche nei confronti della UE per 1.581 miliardi di euro in tutto, segno che anche i consumi degli europei le abbiano consentito di crescere ai ritmi vigorosi che conosciamo, pur in rallentamento negli ultimi anni.

Nella guerra commerciale la Cina ha più da perdere rispetto agli USA

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