L’alluvione in Germania può mettere sott’acqua anche il cambio euro-dollaro

Bilancio di vittime e distruzione drammatico in Germania e neppure definitivo. Possibili contraccolpi politici e per la moneta unica.

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Cambio euro-dollaro sotto pressione con le alluvioni in Germania?

Il bilancio delle vittime dell’alluvione in Germania è pesantissimo e ancora non definitivo. Quest’oggi, i morti accertati risultavano saliti a 183. Le aree più colpite sono la Renania-Palatinato e il sud del NordReno-Vestfalia. La politica nazionale si muove per mostrare solidarietà alle popolazioni colpite. Intanto, l’evento potrebbe avere ripercussioni sul cambio euro-dollaro, pur non immediate.

Procediamo con ordine. Questa immensa tragedia è arrivata a due mesi dalle elezioni federali, le prime dal 2005 a non vedere più correre la cancelliera Angela Merkel per l’Unione cristiano-democratica. I sondaggi danno in netto vantaggio il suo partito, davanti ai Verdi e all’SPD, entrambi appaiati in area 17%. Ad aprile, per la prima volta nella storia i Verdi di Annalena Baerbock primeggiavano nelle rilevazioni di voto.

Quale impatto avrà l’alluvione sulle elezioni federali e, di conseguenze, sul cambio euro-dollaro? Esiste un precedente non lontanissimo. Era il 2002. La moneta unica era appena entrata nelle tasche dei tedeschi, così come di altri undici popoli. Anche quell’anno si rinnovava il Bundestag. Il cancelliere uscente, il socialdemocratico Gerhard Schroeder, inseguiva nei sondaggi il conservatore bavarese Edmund Stoiber. Ma un mese prima del voto, i Laender orientali vengono sconvolti da una potente alluvione, che miete vittime in Sassonia e, in particolare, nella città di Dresda.

Cambio euro-dollaro al test della tragedia

A sorpresa, a settembre Schroeder ottenne il secondo mandato. Aveva saputo sfruttare abilmente la devastazione per mostrarsi ai tedeschi come un uomo capace di gestire situazioni di crisi. In quest’occasione, la politica ha già commesso qualche gaffe clamorosa. Il successore di Merkel alla corsa per la cancelleria della CDU-CSU, Armin Laschet, sabato scorso è stato ripreso dai media ridere a crepapelle e scherzare con il suo staff, mentre il presidente federale Frank-Walter Steinmeier teneva un discorso di condoglianze in uno dei luoghi del disastro.

La stessa stampa conservatrice ha stigmatizzato l’accaduto. Il quotidiano Bild ha titolato: “Laschet ride in mezzo al dolore”.

I tedeschi non sono un popolo emotivo. Sanno tenere il sangue freddo anche nelle avversità e giudicare gli uomini e le donne sui fatti e non a seguito solamente di una pessima brutta figura. Ma già poco carismatico di suo, non possiamo escludere che Laschet possa avere fatto traboccare il vaso. Se così fosse, ad accusarne le conseguenze sarebbe il cambio euro-dollaro, già sceso sotto 1,18, quando a maggio aveva toccato il massimo dal 2017 a 1,2250.

Tutto ciò che destabilizza la prima economia europea pesa negativamente sulla moneta unica. I Verdi, in particolare, potrebbero speculare sulla mancata lotta ai cambiamenti climatici per risollevare la china dei consensi, mentre l’SPD cercherebbe di distinguersi quale partito autorevole e autenticamente compassionevole verso le popolazioni colpite. Per il momento, i sondaggi lo escludono. Ma da qui al voto mancano due mesi.

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