Una cancelliera verde in Germania sarebbe una rivoluzione per la politica europea

Annalena Baerbock potrebbe succedere ad Angela Merkel alla guida del prossimo governo tedesco. Ecco le sue idee sull'economia.

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Una cancelliera verde in Germania?

Il nome di Annalena Baerbock potrebbe non dirvi ancora nulla, ma tra pochi mesi potrebbe diventare la prima cancelliera verde della Germania e succedere al lungo regno conservatore di Angela Merkel. Ha 40 anni e guida i Verdi, una formazione ormai centrista con inclinazioni a sinistra. I sondaggi li hanno in testa, in vista delle elezioni federali di settembre, davanti ai cristiano-democratici della CDU-CSU. Nel peggiore dei casi, arriverebbero secondi. Ormai, gli analisti politici e finanziari stanno facendo i conti con un triplice scenario con i Verdi sempre al centro della scena, ossia coalizione con:

  1. cristiano-democratici e Baerbock cancelliera;
  2. cristiano-democratici e un cancelliere conservatore;
  3. socialdemocratici (SPD) e liberali (FDP) con Baerbock cancelliera.

Non è la prima volta che i sondaggi diano i Verdi molto alti. Accadde anche all’indomani dell’incidente nucleare nel 2011 a Fukushima, in Giappone. Solo che stavolta arriverebbero, addirittura, primi. Se accadesse, porrebbero fine al tradizionale bipartitismo con cui dal 1949 i cancellieri si alternano in Germania.

Cancelliera verde e conti pubblici

Una cancelliera verde sarebbe un inedito non solo per Berlino, bensì per l’intera Europa. E le novità politiche strariperebbero i confini nazionali. Per capirlo, basterebbe seguire la polemica in corso tra Baerbock e il ministro delle Finanze, Olaf Scholz. Questi è un socialdemocratico e nei giorni scorsi è stato ufficialmente investito dal suo partito per correre come cancelliere. Ha proposto di sospendere la regola costituzionale nota come Schuldenbremse” (“freno al debito”) per il terzo anno di fila nel 2022. Ciò, al fine di incrementare la spesa pubblica di 80 miliardi di euro per sostenere la crescita economica dopo il Covid.

Per tutta risposta, Baerbock si è detta contraria. La giovane donna ha spiegato che, a suo avviso, sarebbe sbagliato tornare alla “Schuldenbremse” nel 2023, in quanto lo stato dovrebbe investire nella transizione verde, nella salute e nella scuola.

Parole e musica per i partner dell’Eurozona, che da anni fanno pressioni sulla Germania per ottenere una politica fiscale tedesca più espansiva, così da beneficiare il resto dell’unione monetaria. Secondo la regola costituzionale approvata un decennio fa, il deficit pubblico non può superare lo 0,35% del PIL. Questa previsione risulta più rigida di quella contenuta nelle regole fiscali europee, in base alla quale il deficit può salire all’1% per i paesi che hanno un rapporto debito/PIL sotto il 60%.

La Germania era riuscita a tagliare il debito pubblico a meno del 60% del PIL nel 2019 dopo ben sei anni di bilanci chiusi in attivo. Tuttavia, con il Covid è salita al 70% e si stima che non tornerebbe sotto il 60% prima del 2030. Comunque sia, la possibile futura cancelliera verde di tetto al deficit non vuole sentire parlare. Ella propone investimenti per 50 miliardi di euro all’anno per 10 anni. Stando ai dati del 2019, si tratterebbe di potenziare la spesa pubblica dell’1,5% del PIL e perlopiù in deficit. Traslando i dati negli USA, farebbero 3.000 miliardi di dollari di maggiori investimenti in un decennio.

La Germania post-merkeliana

Sempre i Verdi propongono di finanziare parzialmente questa spesa con aumenti delle tasse: aliquota sugli utili delle imprese al 25%, patrimoniale dell’1% per chi possiede almeno 2 milioni di euro di beni e maggiori aliquote sui redditi alti delle persone fisiche. Un piano non dissimile da quello presentato negli USA dall’amministrazione Biden. Nell’insieme, la politica economica tedesca ne uscirebbe stravolta. Le conseguenze sarebbero potenzialmente dirompenti: rialzo dei rendimenti dei Bund, sia per la maggiore offerta, sia per i minori rischi percepiti da parte degli investitori circa il futuro dell’Eurozona.

E una cancelliera verde farebbe probabilmente cadere il tabù di Francoforte sul doppio mandato per la BCE. Non solo stabilità dei prezzi, ma anche raggiungimento della massima occupazione come nuovo obiettivo ufficiale dell’istituto.

Ovviamente, nessuno può immaginare e illudersi che tutto accadrebbe dalla mattina alla sera e che il percorso sarebbe lineare. Anzitutto, con chi governerebbero i Verdi? Una cosa sarebbe una coalizione tutta di sinistra, un’altra con i conservatori. E nel caso di alleanza a tre con SPD e FDP, non dimentichiamo che quest’ultima si farebbe interprete di istanze economiche più a destra di quelle ad oggi portate avanti dalla CDU-CSU nei governi di Grosse Koalition. Insomma, Baerbock dovrebbe annacquare alquanto alcune delle sue istanze ambientaliste e in politica economica per riuscire a governare.

giuseppe.t[email protected] 

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