La crisi di Centro Convenienza: dipendenti senza stipendi in rivolta e clienti imbufaliti

Negli ultimi giorni era giunta la notizia di uno sciopero dei dipendenti di Palermo, sostenuti dal sindacato Uiltucs Sicilia.

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Negli ultimi giorni era giunta la notizia di uno sciopero dei dipendenti di Palermo, sostenuti dal sindacato Uiltucs Sicilia.

Ancora in crisi il settore dell’arredamento. Dopo i casi di Mercatone Uno e Magrì Arreda, di cui vi avevamo parlato nei recenti articoli (Fallimento Mercatone Uno, ultime notizie: ipotesi ammortizzatori sociali per i lavoratori e Fallimento Mercatone Uno, ultime notizie: ipotesi ammortizzatori sociali per i lavoratori) un’altra crisi sembra star per colpire Centro Convenienza, noto rivenditore di mobili che conta 380 dipendenti e molti punti vendita al Sud Italia tra Palermo, Catania, Messina, Ragusa, Barcellona Pozzo di Gotto, Catanzaro, Bari, Salerno, Torre Annunziata e Caserta.

Dipendenti senza stipendi e clienti nel caos

Negli ultimi giorni era giunta la notizia di uno sciopero dei dipendenti di Palermo, sostenuti dal sindacato Uiltucs Sicilia a cui si erano aggiunte le proteste dei clienti. Anche dalle altre sedi sparse nelle città, in cui è presente Centro Convenienza, si stanno aggiungendo proteste di lavoratori che non avrebbero ricevuto lo stipendio di giugno e luglio mentre la quattordicesima che doveva essere pagata a giugno è stata versata ora, come riporta la Repubblica. Dall’altro lato ci sono anche i clienti arrabbiati che hanno ordinato mobili e camere da letto, versato acconti e addirittura aperto finanziamenti per poter acquistare i prodotti e ancora non hanno ricevuto la merce. Un dipendente ha dichiarato di subire, addirittura, aggressioni dai clienti inferociti e qualcuno sarebbe anche finito all’ospedale. Alcuni clienti arrabbiati per la mancata consegna – ha raccontato uno dei dipendenti – sarebbero anche arrivati a cercare i nomi dei venditori su Facebook per insultarli tanto che a volte sono obbligati a chiudere i profili.

“Se all’inizio ricevevamo lo stipendio entro il 10 del mese successivo, dall’inizio dell’anno il pagamento è slittato alla fine del mese successivo. E già da gennaio i fornitori non vengono più pagati perché la merce ha via via smesso di arrivare in magazzino” ha dichiarato un dipendente a La Repubblica. I clienti, quindi, aspettano da mesi i mobili che hanno pagato invano.

L’invito di Federconsumatori

Interessanti anche le parole di Marianna Flauto, segretaria generale Uiltucs Sicilia “Avevamo convocato la società presso l’ispettorato del lavoro per chiedere conto degli stipendi non pagati ma si sono addirittura mostrati offesi, accusandoci di strumentalizzare una difficoltà momentanea”.

Al momento, quindi, non è chiara la situazione di Centro Convenienza e bisognerà aspettare qualche giorno per capire in che direzione si muoveranno.

Nel frattempo Federconsumatori ha invitato i clienti a presentare una diffida “ad adempiere di almeno quindici giorni per la consegna, con effetto risolutivo in caso di mancato positivo riscontro. Per coloro che avessero attivato finanziamenti per far fronte agli acquisti effettuati si rammenta la disposizione del testo unico bancario in forza della quale, in caso di inadempimento del fornitore, il consumatore ha diritto alla risoluzione del contratto di credito collegato all’acquisto”.

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