Il costo della vita in Italia? Ecco il confronto con il resto d’Europa

Com'è cambiato il costo della vita in Italia dal 2000 e in relazione al resto d'Europa? Ecco i dati e qualche sorpresa, che smentiscono i luoghi comuni.

di Giuseppe Timpone, pubblicato il
Com'è cambiato il costo della vita in Italia dal 2000 e in relazione al resto d'Europa? Ecco i dati e qualche sorpresa, che smentiscono i luoghi comuni.

L’Italia è un paese caro in cui vivere? Rispondere a questa domanda non sembra facile, anche perché dipende molto dai beni e dai servizi che si acquistano. Ci ha provato l’Eurostat, che ha pubblicato nei giorni scorsi una interessante classifica sul costo della vita di ciascuno stato membro della UE + l’area EFTA (Islanda, Svizzera e Norvegia). Iniziamo con il dirvi che figuriamo in 15-esima posizione, praticamente a metà classifica, risultando per poco al di sopra della media europea. Siamo la prima economia non del nord per costo della vita, le cui posizioni apicali sono occupate con assoluta preponderanza dagli stati del nord. Facendo 100 i prezzi medi nella UE-EFTA nel 2017, risulta quanto segue:

  1. Islanda 171.6
  2. Svizzera 165.6
  3. Norvegia 151.9
  4. Danimarca 141.2
  5. Lussemburgo 141
  6. Svezia 134.7
  7. Irlanda 127.8
  8. Finlandia 123.3
  9. Regno Unito 117.4
  10. Olanda 114.6
  11. Belgio 112.3
  12. Austria 112.2
  13. Francia 106.7
  14. Germania 104.4
  15. Italia 101.8
  16. Spagna 93
  17. Cipro 90.1
  18. Slovenia 84.2
  19. Portogallo 82.8
  20. Malta 82.3
  21. Grecia 82.2
  22. Estonia 74.2
  23. Lettonia 68
  24. Slovacchia 65
  25. Repubblica Ceca 64
  26. Croazia 63.7
  27. Lituania 60.2
  28. Ungheria 58.3
  29. Polonia 53.2
  30. Romania 48.4
  31. Bulgaria 44

Dal raffronto con i dati relativi all’anno 2000, emerge che le distanze tra stati sono di poco diminuite. Lo scorso anno, ad esempio, il rapporto tra il costo della vita nello stato più caro (Islanda) e quello nello stato più economico (Bulgaria) risultava pari a 3,9, mentre all’inizio del Millennio tra gli stessi stati, anche allora rispettivamente primo e ultimo in classifica, era di 4,4. Tuttavia, il caro-vita si è mediamente alzato, se è vero che nel 2000 l’Islanda risultava l’economia più costosa con un livello dei prezzi pari al 137,7% rispetto alla media, quasi 35 punti percentuali in meno del 2017. Di seguito, la classifica del 2000 e successivamente riporteremo i dati specifici relativi all’Italia:

  1. Islanda 137.7
  2. Regno Unito 137.3
  3. Svizzera 136.9
  4. Danimarca 136.3
  5. Norvegia 135.1
  6. Svezia 126.9
  7. Finlandia 117.9
  8. Lussemburgo 113
  9. Irlanda 108.8
  10. Germania 104.6
  11. Austria 103.6
  12. Belgio 103
  13. Francia 102.7
  14. Olanda 97.8
  15. Italia 96.1
  16. Cipro 84.8
  17. Spagna 84.3
  18. Grecia 80
  19. Portogallo 77.3
  20. Malta 72.3
  21. Slovenia 69.3
  22. Croazia 57.8
  23. Polonia 50.6
  24. Lettonia 50.5
  25. Estonia 49.7
  26. Lituania 45.5
  27. Ungheria 44.4
  28. Repubblica Ceca 43
  29. Slovacchia 37.8
  30. Romania 35
  31. Bulgaria 31.5

Come possiamo notare, l’Italia godeva di un costo della vita nel 2000 inferiore a quello medio europeo. Tuttavia, va detto che non abbiamo subito nel frattempo un rincaro così brusco, se si considera che ora ci collochiamo al di sopra di tale media per meno del 2%. Per il resto, i posizionamenti in classifica restano sostanzialmente gli stessi, con le economie del nord a guidarla e quelle del sud e dell’est ad occupare la parte media e bassa. E andiamo a vedere adesso come sono variati i dati per l’Italia, in relazione alle 11 categorie di beni e servizi monitorate. A sinistra vi mostriamo il costo rispetto alla media europea del 2017 e a destra quello del 2000:

112.1 Alimentari+bevande 118.1

97.3 Alcolici 94.4

104.2 Abbigliamento 111.7

91.7  Casa+utenze domestiche 85.3

104.5 Casa+arredi 103

123.1 Salute 124

100.5 Trasporti 97

110.4 Comunicazione 101.8

101.4 Tempo libero e cultura 99.2

93.9 Istruzione 123.9

105.2 Ristoranti e alberghi 102.5

Sempre rispetto alla media europea, abbiamo registrato un calo del costo della vita con riferimento a: alimentari e bevande, abbigliamento, salute, istruzione. Viceversa, il rincaro ha riguardato alcolici, casa e utenze domestiche, casa e arredi, trasporti, comunicazione, tempo libero e cultura e ristoranti e alberghi. Da notare come, contrariamente alla percezione comune e al sentito dire, la spesa per l’istruzione in Italia risulti relativamente in calo e al di sotto della media continentale, quando si collocava significativamente al di sopra nel 2000.

Italia con le stampelle: dramma single e rincaro costo della vita

[email protected]

 

 

 

Condividi su
flipboard icon
Seguici su
flipboard icon
Argomenti: Crisi economica Italia, Economia Italia, Inflazione