H&M e la crisi post coronavirus: negozi chiusi e 2mila lavoratori a rischio

La crisi post coronavirus coinvolge anche il settore della moda tra cui il colosso svedese di capi low cost.

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La crisi post coronavirus coinvolge anche il settore della moda tra cui il colosso svedese di capi low cost.

Continua la crisi del settore moda. Dopo Levi’s, costretta a licenziare migliaia di persone per colpa del coronavirus, ora è la volta di H&M che già nei mesi scorsi aveva annunciato l’intenzione di chiudere molti negozi ma ora a rischio ci sarebbero anche 2mila posti di lavoro. 

La crisi della moda low cost per colpa del coronavirus

La crisi della nota azienda svedese di moda low cost era già iniziata già vario tempo fa, poi durante il lockdown, a causa delle chiusure forzate dei negozi e le minori vendite, il colosso aveva deciso di chiudere alcuni negozi in Italia. La crisi non sembra passata e ora a rischio ci sono 2mila posti di lavoro. Secondo  Filcams, Fisascat e Uiltucs E’ arrivata l’ora di dire ‘basta’ a questa modalità di fare impresa che vede solo il profitto come motore di sviluppo, dov’è finita la responsabilità sociale di impresa tanto decantata dalle multinazionali?! Filcams, Fisascat e Uiltucs metteranno in campo ogni iniziativa utile a contrastare questa deriva, a partire dal coinvolgimento del ministero dello Sviluppo Economico per venire a capo del piano industriale e delle eventuali ricadute occupazionali. Non ci fermeremo fino a quando per tutti i lavoratori H&M non saranno definite delle collocazioni realmente sostenibili” hanno detto i sindacati in una nota. 

Negozi chiusi

Già a maggio, il colosso aveva annunciato la chiusura dei negozi di Grosseto, Udine, Vicenza, Bassano, Gorizia, Bari e due nel centro di Milano. Nel nostro paese si contano 180 negozi H&M e 5500 lavoratori di cui 2mila precari secondo le associazioni di categoria. Ad oggi, i sindacati hanno fatto notare che molti dei lavoratori non possono neanche accedere agli ammortizzatori sociali  a causa del grande utilizzo di contratti a termine e a chiamata.

I sindacati, insomma, sono sul piede di guerra mentre la crisi della moda sembra colpire sempre più grandi nomi come Levi’s, che di recente ha dovuto licenziare il 15% dei dipendenti, oppure Zara che ha pensato di sfruttare maggiormente il potere dello shopping online piuttosto che dei negozi fisici, fino ad H&M che ha agito chiudendo 8 negozi solo in Italia.

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